Desenzano Calvina: smaltita la delusione ora va disegnato il futuro

Difficile la riconferma di Soave, per la panchina Tacchinardi continua ad essere un pretendente
Mario Tacchinardi è uno dei pretendenti alla panchina del Desenzano Calvina - © www.giornaledibrescia.it
Mario Tacchinardi è uno dei pretendenti alla panchina del Desenzano Calvina - © www.giornaledibrescia.it

Nonostante sia passata una settimana, la mancata conquista dei play off nel girone B di serie D in casa Desenzano Calvina è una ferita troppo fresca per essersi già cicatrizzata. A tal proposito, cancellare al 100% la doppia débâcle consecutiva (equivalente al 6° posto in classifica sia nell’annata 2020/’21 sia in quella chiusasi in egual modo domenica scorsa) appare impossibile: gli strascichi avranno anzi ripercussioni psicologiche e, forse, sul mercato.

Il passato

I piani iniziali dell’estate scorsa erano differenti: i nomi altisonanti della rosa ed i relativi investimenti avevano spinto la società ad alzare l’asticella, per «ricoprire un ruolo di assoluti protagonisti», inseguendo la promozione diretta tra i professionisti. Poi, con il primato irraggiungibile ed abbassato il target almeno al quinto posto, ecco un periodo buio a cui si è provato a sopperire con il cambio allenatore: da Michele Florindo a Cristian Soave. Peccato che il campo (con lo 0-0 nell’ultimo impegno con il Sona) non abbia però regalato gioie: in virtù del miglior rendimento nel doppio scontro diretto contro i gardesani, è passata la Folgore.

Ciò che sarà

Tuttavia questo è il passato. Ora il futuro bussa alla porta e, dall’allenatore (riconfermato o sostituito?), ai giocatori (chi parte, chi resta?) oltre alla dirigenza (qualcuno pagherà dazio?), sono tante le domande inevase.

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Il direttore sportivo Eugenio Ollia prova allora a dare risposte, cominciando dalla guida in panchina: «È il primo mattone da posizionare ma, per varie concause, riusciremo a sederci ad un tavolo lunedì (oggi, ndr) per analizzarne l’operato e fare le valutazioni del caso – dice -. Chiaro che centrare in modo brillante l’obiettivo prefissato avrebbe alzato le quotazioni di prolungare il rapporto». Qualche pretendente è intanto alla finestra (l’ormai ex Breno Tacchinardi su tutti), ma il diesse non si scompone e analizza il momento: «Inutile fare nomi: da domenica abbiamo preferito restare ognuno per sé e mandar giù un boccone amaro». Si chiude così un altro capitolo difficile per il club: «Il giudizio nel complesso non è positivo. Ciò nonostante non va buttato via tutto per ripartire».

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