Darfo, Lini difensore da fantacalcio: media-gol da attaccante

Il capitano dei camuni ha firmato tre reti in due gare interne di fila, arrivando a quota cinque in totale nella stagione in corso
Giovanni Gardani
Matteo Lini, capitano del Darfo - © www.giornaledibrescia.it
Matteo Lini, capitano del Darfo - © www.giornaledibrescia.it

La sua media gol stagionale è decisamente da fantacalcio: 8 reti due stagioni fa, 5 nello scorso torneo. Eppure una «impresa» come l’ultima a Matteo Lini non era ancora capitata. «Avevo segnato una doppietta con la maglia del Castegnato, ma tre gol in due partite interne di fila non li avevo ancora realizzati» rivela il capitano del Darfo Boario.

Il ruolo

Due punizioni, proprio contro l’Atletico Castegnato, hanno pilotato i neroverdi verso un successo campale che vale il rilancio per l’alta classifica. «Diciamo che quest’anno ho spostato qualche metro indietro il mio raggio d’azione. Ma dato che tiro le punizioni e mi piace calciare da fuori, non escludo di fare altri gol. Certo due in una partita (entrambi da fermo, ndr) siano una rarità. Peraltro la posizione di stopper, che avevo già ricoperto in carriera, mi piace molto perché nel gioco di mister Raineri si inizia l’azione dal basso e giocare al centro della difesa mi consente di vedere bene tutto il campo davanti, potendo quindi scegliere come impostare. Soprattutto tocco più palloni rispetto al passato».

Camuno doc

Matteo Lini è un cuore camuno: le giovanili al Darfo, un passaggio alla Berretti della FeralpiSalò, e ancora la maglia del Vallecamonica e tanta altra Eccellenza, per tornare a casa. «Sono di Artogne e da un anno vivo a Bienno. Di fatto sono un camuno doc, perché a Darfo sono cresciuto e questi colori li senti sulla pelle. Siamo convinti di poter fare bene: l’obiettivo è provare a stare in alto in un girone difficile ed equilibrato, dove rimontare punti non è scontato. Ma sappiamo quali accorgimenti prendere per provarci».

Piazzati

Per cominciare, da difensore, servirà subire meno gol... «È vero. Anche perché incassiamo molto da calci piazzati e dunque non si tratta di uno sbilanciamento dovuto alla voglia di attaccare, che pure non ci manca e che anzi abbiamo nel Dna. Rispetto a inizio stagione lavoriamo molto di più sulle palle inattive, perché siamo consapevoli che non sempre potremo vincere 3-2 o 4-3, dunque segnare il gol in più. Soprattutto nel ritorno, i contesti si faranno più chiusi. E, in fin dei conti, chi vince i campionati quasi sempre ha la migliore difesa. Ecco, essere consapevoli di cosa non va, senza con questa snaturare il nostro gioco, è un buon primo passo».

Futuro

Il Darfo si aspetta altri gol da lui: «Non sono mai stato, anche da mediano, uno coi tempi da inserimento: quasi sempre segno da fuori area o di testa salendo sui calci piazzati. Questo potrei farlo anche da difensore centrale. O almeno me lo auguro. Ma vincere, anche senza un gol mio, andrebbe benissimo ugualmente».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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