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Brescia, la casa non è così dolce: Mompiano è da riconquistare

Al Rigamonti presi solo 4 punti su 9. Sabato arriva la Cremonese: nel derby torna il fattore Curva Nord
Lo stadio Rigamonti - © www.giornaledibrescia.it
Lo stadio Rigamonti - © www.giornaledibrescia.it
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Sfruttare - in questo caso ritrovare - il fattore campo è fondamentale. Per qualsiasi obiettivo si abbia in mente, in qualsiasi categoria. Sulle otto gare di campionato fin qui disputate, il Brescia ne ha giocate solo tre al Rigamonti: vittoria col Cosenza, pari contro il Crotone, sconfitta inferta a sorpresa dal Como. Quattro i punti conquistati. Meglio, per paradosso, il rendimento lontano da Mompiano, con la bellezza di tre successi, un pari e un ko. Ma costruire le fondamenta della propria solidità sui blitz è rischioso. Così dopodomani, sabato, le rondinelle di Inzaghi dovranno riannodare un filo i cui primi intrecci hanno radici nel 25 settembre 2018.

Dopo la parentesi con Suazo, la Leonessa passata in mano a Corini seppe come sfruttare a dovere il Rigamonti, anche se pure in trasferta viaggiava a ritmi alti. Quel giorno il Brescia battè il Palermo 2-1 (curiosità: per i siciliani segnò Moreo) inaugurando una stagione travolgente. In un’annata terminata al primo posto - 67 punti, 18 vinte, 13 pareggiate e soltanto 5 perse -, Gastaldello e compagni ottennero 13 successi domestici, a fronte di tre pari e solo due sconfitte. Se questo è un andamento virtuoso da prendere ad esempio, dopo la scoppola lariana il Brescia s’è già giocato uno dei due bonus. Dopodomani, però, inizieranno a ricrearsi alcune delle condizioni più favorevoli per ritrasformare il Rigamonti in un fortino. La capienza sarà al 75% e la Curva Nord tornerà al proprio posto, dopo aver «esordito» a Perugia. Circostanza che, appunto, può aiutare. In un impianto che, strutturalmente, tuttavia non ha mai sapute regalare quell’effetto «catino» che - al tirar delle somme - si trasforma poi in punti. Ai tempi in cui la Juventus costruì e varò il proprio Stadium, Del Piero commentava che una struttura del genere avrebbe portato una decina di punti in più a stagione. Di fatto, in casa bianconera, si stava proprio aprendo la ben nota era di successi schiaccianti (almeno in Italia) e di campionati ammazzati. Sulle fragilità emotive del Rigamonti si espresse, a suo tempo, lo stesso Corioni.

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Cellino - date le circostanze - aveva fatto il meglio per risistemare il Rigamonti in vista della serie A 2019-2020. Ma il destino è beffardo, se è vero che il potenziale effetto del restyling mompianese è stato misurabile fino al fatidico 21 febbraio 2020: Brescia-Napoli 1-2, ultimo giorno con capienza al 100%, sabato saranno passati 610 giorni. Poi sarebbe arrivato il Covid, cancellando alla ripresa estiva - alla quale il Brescia si presentò già praticamente spacciato - il fattore pubblico. Ciononostante, l’annata nel massimo campionato al Rigamonti resta disastrosa: 3 vittorie, 7 pareggi, 9 sconfitte. Passato recente. Nella confusione della passata stagione, il Brescia ha fatto un po’ meglio. Ma non abbastanza: 9 successi, 5 «X» e altrettanti ko. La situazione è sensibilmente migliorata da febbraio in poi, quando è iniziata la «remuntada Clotet». Ma, se si esclude il Como, quale fu l’ultima squadra a passare al Rigamonti? Proprio la Cremonese, avversaria dopodomani. Accadde il 20 febbraio scorso. Un precedente da riscattare.

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