Brescia ha imparato a giocare a goalball e a battere i propri maestri

Volontà e condivisione distinguono la disciplina acquisita dall'Omero Bergamo, poi superato
I bresciani della Leonessa - Foto Germano Titoldini
I bresciani della Leonessa - Foto Germano Titoldini

Ve l’immaginate l’Atalanta che rinuncia a Gasperini perché possa dare una mano al Brescia? È quanto avvenuto, pur in un contesto molto diverso, nel goalball, sport riservato ad atleti con problemi visivi in cui da tempo domina l’Omero Bergamo, che non perde una partita da ben cinque stagioni. Quando anche nella nostra città alcuni appassionati si sono avvicinati alla disciplina è stato Gabriele Gervasoni, da sempre nello staff tecnico degli orobici, a insegnar loro le regole e a condurre i primi allenamenti. Durissimi da affrontare, all’inizio, ma che hanno poi consentito, pochi mesi dopo, di iscrivere la squadra al massimo campionato. Cominciato il torneo con 4 sconfitte su 4 nel primo concentramento, già al secondo la Leonessa è riuscita a cogliere la prima vittoria, proprio contro la seconda squadra dell’Omero. I cui giocatori sono stati i primi a complimentarsi.

Storie comuni nel mondo paralimpico, dove la condivisione dei problemi stimola ad aiutarsi l’uno con l’altro, fanno ancora più effetto in due città storicamente rivali. «Qui non c’è l’antagonismo di altri sport - sottolinea Gervasoni - perché vedere crescere nuove realtà fa bene all’intero movimento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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