Sport

Brescia, Corini: «Mi sento al centro del progetto di Cellino»

L'allenatore delle rondinelle conferma la volontà di restare a Brescia: «Avevo bisogno di conoscere meglio Cellino»
Eugenio Corini premiato ieri a Palazzo Loggia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Eugenio Corini premiato ieri a Palazzo Loggia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
AA

Ecce homo. Eugenio Corini non usa più giri di parola. Anzi, prende la parola per spiegare ancor più nel dettaglio ciò che su queste colonne vi avevamo già anticipato nei giorni scorsi. È il momento di cancellare dalla lavagna strane, fuorvianti, scritte. Con un ideale gesso in mano detta la sua volontà: «Mi sento l’allenatore del Brescia al 100%» dice scandendo bene ogni sillaba.

Intervenuto a «La storia degli allenatori del Brescia», la manifestazione dell’Aiac di Brescia (nella pagina successiva trovate il resoconto), il Genio sceglie Palazzo Loggia, il cuore della città, per uscire allo scoperto. Mister, non ci sono più dubbi? «Negli ultimi 35-40 giorni, nei quali sono successe tante cose, mi sono sempre sentito l’allenatore del Brescia. Stavo solo pensando a come lo sarei stato. Avevo bisogno di conoscere meglio Cellino e capire se fossi davvero centrale nel suo progetto».

Se qualcosa di Cellino non l’avesse convinta avrebbe fatto un passo indietro?
«Certo, il contratto non era un problema. Volevo solo capire come lui aveva intenzione di mettermi in questo progetto». 

 

Leggi l'articolo completo sul Giornale di Brescia in edicola oggi, scaricabile anche in formato digitale.

 

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato