Brescia-Como è una partita con fascino d’antan, che decisamente «urla» anni ’80. Portandola fuori dall’associazione mentale e contestualizzandola ai giorni d’oggi, diventa una sfida calcistica quasi «generazionale». E non c’entrano le rose o gli allenatori, Pippo Inzaghi e Giacomo Gattuso. C’entrano semmai le proprietà: vecchio stile contro new deal. Una specie di Italia-resto del mondo.
Da una parte, quella del Brescia, c’è Massimo Cellino. Presidente e patròn nel senso più classico del termine. Dall’altra, quella del Como 1907, due anni fa rilevato - dopo le tribolazioni che portarono al fallimento del Calcio Como - da una società inglese, con Ceo inglese (Dennis Wise, ex bandiera Chelsea), ma vertici indonesiani visto che la società - Sent Entertainment - che controlla il club è guidata dagli stramiliardari Robert e Michael Hartono che contano un patrimonio di oltre 40 miliardi di dollari. Eccola qui, in quest’ultimo flash, la fotografia del nuovo corso del calcio italiano sempre più in mani stranieri.




