Ventisei giorni da vera Leonessa: così la Germani si scopre di ferro
Non è il poker di vittorie consecutive a certificare il valore della Germani capolista. La Pallacanestro Brescia sta meritando questo primato dal giorno uno. Probabilmente, dal giorno uno della pre-season. O dal momento in cui è stato definito il progetto tecnico 2023-2024.
Eppure i quattro successi ottenuti dopo il ko della Segafredo Arena contro la Virtus Bologna offrono una fotografia della crescita della squadra. Non solo perché hanno permesso di rincorrere, conquistare e difendere il primo posto in solitaria in classifica. Ma perché raccontano una storia fatta di reazione, rabbia, talento. Ma pure di sangue freddo, esperienza, organizzazione.
L’entusiasmo, a Brescia, è giustificato. Anche perché la passione si vede e si sente. L’altra sera, dopo il successo per 77-70 al PalaBigi di Reggio Emilia, la squadra ha fatto festa insieme ai non pochi (e di certo non silenziosi) tifosi al seguito, abbattendo ogni barriera. La scena è stata splendida, e splendido è il fatto che non sia una novità.
Ventisei giorni dopo la sconfitta contro le Vu Nere la Germani ha messo la squadra di Banchi alle proprie spalle, distanziata di quattro lunghezze. Il cammino per realizzare l’impresa è da applausi. Due vittorie in casa con numeri da capogiro (tantissimo a poco, record ritoccati, statistiche di squadra stagionali da lustrarsi gli occhi), due blitz esterni uno più difficile dell’altro, su campi poco raccomandabili, dove vincere è e sarà difficile per tutti.
Quei due
Tra gli uomini chiave di questi ultimi 26 giorni ci sono due giocatori che hanno saputo riprendersi molto rapidamente dai rispettivi momenti più bassi della stagione, coincisi proprio con quel lunedì sera bolognese. Ossia Gabriel e Christon, entrambi out per falli contro le Vu Nere, il primo dopo aver giocato pochissimi secondi.
Oggi l’ala grande non è ancora devastante come ha dimostrato di saper essere, ma è definitivamente «entrato in stagione», e ha infilato una prestazione solida dopo l’altra. Sabato, a Reggio, ha realizzato un canestro da tre che ha spostato definitivamente l’inerzia della partita. Il play di Cincinnati si è ricaricato nel canestro-party contro Varese, per poi trascinare la squadra dal punto di vista realizzativo a Scafati. Contro l’Unahotels ha disputato una gara davvero buona, a partire dalla metà campo in cui bisogna soffrire per evitare di far segnare gli avversari o per recuperare il possesso del pallone.
Al netto del fatto che la Germani può preparare una partita alla volta, non disputando Coppe, la squadra di Magro ha avuto il merito di arrivare alle ultime due trasferte cavalcando l’onda di altrettanti successi interni in gare che sono durate sì e no 10 minuti. Complici la concentrazione e la voglia di dominare al PalaLeonessa, ma pure le giornate che più nere non si può di Varese (schiantata 116-73 il 26 novembre) e Dinamo Sassari (annichilita 110-65 il 10 dicembre).
Dato non irrilevante: Brescia ha vinto a Scafati e con la Dinamo Sassari senza avere a disposizione Michael Cobbins, elemento tatticamente molto prezioso. Tanto in Campania quanto l’altroieri a Reggio Emilia, la squadra ha saputo soffrire. Ha resistito, aspettato, colpito e fatto centro. Lo si è scritto tante volte, lo si ripete volentieri: da grande squadra.
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