Poeta contento della Germani: «Adesso stiamo gettando le basi»

«I ragazzi arrivano sempre prima dell’inizio dell’allenamento, e quando finiamo, ogni volta, si fermano parecchio per tirare a canestro. Non mi posso lamentare». Peppe Poeta sorride. Da una ventina di giorni, dal punto di vista operativo, ha iniziato la propria prima esperienza da head coach.
È tutto nuovo, così come è nuova la Germani edizione 2024-2025. Di immutato c’è il calore dei tifosi, compresi quelli giunti per l’allenamento a porte aperte di ieri. Per ciascuno di quelli che si avvicinano alla sbarra che delimita il campo l’allenatore campano ha un sorriso e un abbraccio.
«Chiedo ai miei giocatori di parlarsi in campo, perché è un’azione che dà fiducia», afferma il quasi trentanovenne (compirà gli anni dopodomani, giovedì), prima di passare all’analisi degli ultimi due test, andati in scena al Forum di Assago, contro l’Hapoel Gerusalemme e l’Olimpia Milano, entrambi terminati con una sconfitta. «Sono due squadre molto più pronte di noi - afferma Poeta -, ma ho tratto buoni segnali. In entrambe le partite, per 20 minuti, abbiamo giocato alla pari. I cali che abbiamo avuto, non solo quelli fisici, ma anche quelli tecnico-tattici, mi hanno dato spunto per capire su cosa dobbiamo lavorare».
A proposito di Milano: per il coach è stato un ritorno a casa, se è vero che Ettore Messina - di cui è stato assistente per un biennio - è stato di fatto il suo primo maestro. «Con lui ho un rapporto speciale - racconta -. Mi viene sempre da rubare qualche consiglio o qualche dritta. Ci siamo scambiati alcuni pareri. Per me ha significato tanto e rimarrà sempre un riferimento».
Velocità
In più di un’esercitazione, la Pallacanestro Brescia corre. Allena la capacità di attaccare rapidamente, e di concludere nei primi secondi di possesso. «Abbiamo una squadra atletica - conferma Poeta -. Con Rivers, Ndour, Dowe e Della Valle possiamo giocare in questo modo. Vorrei che corressimo di più. Posto che, per farlo, sono necessari o una buona difesa, o una palla recuperata o un rimbalzo difensivo catturato. Attaccare in rapidità ci può dare il flusso di gioco giusto, posto che non è e non sarà l’unica soluzione».
Intanto Poeta si dice «molto contento dello staff che ho trovato», ma pure «dalla versatilità di ogni giocatore della rosa, dell’atteggiamento e della disponibilità di tutti». Insomma, «al momento stiamo mettendo le basi. Poi, sì, c’è tutto il resto... Non mi invento chissà quale pallacanestro. Credo che un buon allenatore debba adeguarsi alle caratteristiche dei giocatori che ha, e metterli nella condizione di rendere al meglio. Nel nostro caso, il tempo di adattamento è dettato dal fatto che la squadra è quasi del tutto nuova».
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