Nel mezzo del momento peggiore è arrivato l’acuto più bello. E al termine del periodo più positivo, quello della costanza di risultati positivi finalmente trovata, si è materializzata la delusione più cocente. E, ancora, il successo migliore è stato quello meno atteso. Mentre i traguardi sulla carta più alla portata sono stati mancati.
Il canovaccio dell’interminabile stagione della Germani è questo. A febbraio la vittoria della Coppa Italia, a maggio la fine anticipata dei lavori: la sconfitta a Scafati, abbinata alla vittoria di Pesaro su Tortona, ha significato nono posto e contestuale addio ai play off. La post-season era un obiettivo di tutti. Lo era soprattutto a inizio stagione. Di qui la comprensibile delusione generale. Dai vertici societari (Mauro Ferrari e Graziella Bragaglio) a coach Alessandro Magro, passando per la squadra, e fino alla piazza.




