Alessandro Lotesoriere: «La Germani al momento è un unicum»
«Alla fine sono l’unico volto nuovo di questa stagione, se è vero che Massinburg aveva già giocato qui due anni». A margine della puntata di Basket Time andata in onda ieri sera su Teletutto, Alessandro Lotesoriere (39 anni, barese di Monopoli), assistente di Matteo Cotelli, sottolinea il curioso dato di fatto. In casa Germani non c’è davvero niente di nuovo in nessun ruolo, a parte lui stesso, che arriva da una lunga gavetta e che, in estate, ha fatto parte dello staff di Gianmarco Pozzecco in Nazionale, di fatto sostituendo Peppe Poeta durante gli Europei.
La trasferta
Sabato, alle 20.30, la Pallacanestro Brescia gioca al PalaBigi di Reggio Emilia uno dei due anticipi della decima giornata di regular season. Lo fa da capolista, contro una squadra che – in campionato – ha fin qui faticato più di quello che ci si aspettava. «Ma dovremo stare molto attenti – avverte il pugliese –. I nostri avversari hanno perso partite contro squadre molto forti come Trapani, Reyer Venezia e Virtus Bologna restando quasi sempre in partita. Adesso recuperano pure l’ala grande Kwan Cheatham, giocatore per loro fondamentale, che era rimasto fuori le ultime gare. È un giocatore che segna e che "rende il campo più grande" per i suoi compagni. Per Reggio questa è una partita da vincere. Dovremo reggere l’urto e cercare di portare l’inerzia dalla nostra parte».
Tornando a questi primi mesi da assistente in biancoblù, Lotesoriere parla con entusiasmo. «Ho trovato qualcosa che credo non esista altrove – osserva –. Squadra e staff si conoscono talmente bene che esistono automatismi incredibilmente consolidati. Ma c’è qualcosa di più. È un modo di stare insieme, un modo di lavorare. Credo davvero si tratti di un unicum».
Entrare in questo contesto poteva essere molto difficile, «ma mi è stato reso semplice da coach Cotelli - prosegue il trentanovenne -. Mi ha chiesto di svolgere mansioni che sapeva già sarebbero servite».
Così, il barese è già un ingranaggio oliato del meccanismo. «In partita resto sempre colpito dalla capacità della squadra di non scomporsi mai, anche nei momenti di difficoltà – conclude –: zero agitazione, zero ansia. In allenamento c’è un agonismo incredibile. Nessuno vuole perdere la partitella. Per noi assistenti, che facciamo anche da arbitri, il lavoro – sorride – è piuttosto complicato».
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