Basket

«Volevo essere Robin»: Pippo Ricci presenta la biografia a Verolanuova

Il giocatore della Nazionale di pallacanestro e capitano dell’Olimpia Milano sarà all’Itc Mazzolari martedì 13 gennaio
Pippo Ricci in partita - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Pippo Ricci in partita - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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Giampaolo «Pippo» Ricci, capitano dell’Olimpia Milano e giocatore della Nazionale, presenta la propria autobiografia «Volevo essere Robin» martedì 13 alle 18.30 all’Itc Mazzolari di Verolanuova. A moderare l’incontro sarà Nunzia Vallini, direttrice del Giornale di Brescia.

Il libro

Il libro ripercorre un cammino personale e sportivo che parte molto prima dei palazzetti pieni, degli scudetti e delle maglie azzurre. A tredici anni Ricci non è ancora il leader che il pubblico conosce oggi. È un ragazzo impacciato, in sovrappeso, con un rapporto difficile con il proprio corpo e con l’autostima. I 121 chili lo rendono un bersaglio facile, dentro e fuori dal campo. Non chiede aiuto, prova a non creare problemi, a nascondere le fragilità. In silenzio comincia a saltare i pasti. Prima ogni tanto, poi sempre più spesso, entrando nella spirale dei disturbi alimentari. La palestra diventa l’unico posto in cui riesce a stare bene con se stesso. Con la palla da basket, racconta, si sente al sicuro.

Da lì prende forma la figura del «diamante grezzo», del talento che c’è ma deve essere lavorato. Ricci non si descrive mai come un predestinato. Si racconta piuttosto come qualcuno che ha dovuto costruirsi giorno dopo giorno, accettando errori, limiti e cadute. Il basket diventa presto la priorità assoluta, dopo la Stella Azzurra e le prime esperienze da professionista. «Trust the process» è il principio che lo accompagna: credere nel lavoro, nella ripetizione, nella fatica quotidiana. Fallire, tornare in palestra, ricominciare.

«Volevo essere Robin» segue questo percorso fino all’approdo all’Olimpia Milano, passando per club importanti, titoli vinti, convocazioni in Nazionale, Mondiali e Olimpiadi. Accanto ai successi, però, trovano spazio anche le giornate nere, le insicurezze, l’ossessione per la perfezione, il peso delle aspettative. Ogni tappa è segnata da legami forti, amicizie decisive, ma anche da momenti di solitudine e di messa in discussione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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