La Germani decolla sull’asse Ivanovic-Bilan

«Sesso e samba» di Tony Effe e Gaia è il tormentone di questi ultimi mesi. Ma in casa Germani si balla su un’altra canzone. Potrebbe intitolarsi «Fuoco e Ghiaccio», due elementi opposti e complementari, come Nikola Ivanovic e Miro Bilan, che formano l’asse play-pivot della Pallacanestro Brescia edizione 2024-2025.
I due sono stati grandissimi protagonisti della vittoria dell’altra sera al PalaBigi, per 80-68, su Reggio Emilia. In realtà, stanno giocando alla grande da inizio stagione. Sabato hanno fatto registrare, rispettivamente, 20 punti, 7 rimbalzi e 5 palle recuperate il primo, e 20 punti, 13 rimbalzi e 7 assist il secondo.
Tra Montenegro e Croazia
L’asse è slavo: tra Podgorica, capitale del Montenegro, e Sebenico, città croata, ci sono poco meno di 308 chilometri di distanza. Almeno per il momento, si tratta del duo regista-centro più forte e offensivamente pericoloso che si sia visto negli ultimi anni.
L’unicità di Bilan
Fino all’arrivo di Miro, la Germani di Magro aveva preferito centri con doti meno spiccate in attacco (Michael Cobbins, Tai Odiase...). Dusan Ristic, altro, serbo visto nella prima metà della stagione 2020-2021, faticò a sfondare in una squadra che di suo aveva tanti problemi. Al di là del fattore novità – almeno a queste latitudini – va detto che, come ha sottolineato anche coach Peppe Poeta nel dopo gara a Reggio, di giocatori con le caratteristiche di Bilan ne esistono pochi. Di qui, l’augurio che possa giocare per la Germani il più a lungo possibile.
Del suo match strepitoso di sabato resta impressa la piroetta su sé stesso nel pitturato, con la quale ha mandato al bar Mouhamed Faye e Michele Vitali, prima di depositare in fondo alla retina due punti comodi. Da rivedere in loop, magari con una colonna sonora di Ciajkovskij. Miro in tutù, 213 centimetri di armonia e bellezza dai quali arrivano canestri realizzati con freddezza e lucidità.
L’intensità di Ivanovic
Ivanovic, fiammeggiante Podgorica Boy, sta facendo innamorare la piazza bresciana. Era in predicato di arrivare all’ombra del Cidneo già l’anno scorso quando poi, alla fine, le cose non andarono in porto. La scorsa estate, finalmente, l’arrivo alla Germani.
Nikola sa lottare con coraggio e intensità in difesa. Fase del gioco nella quale, magari, non è sempre perfetto. Ma che, appunto, interpreta con grandissima energia e con astuzia. Ripensando alle cinque palle rubate a Reggio parte in testa l’intro della celebre sigla del cartone animato «Lupin, l’incorreggibile Lupin». Al netto di questo, sta risultando particolarmente adatta al sistema bresciano la sua propensione al gioco veloce e aggressivo in attacco. La ricerca rapida di un vantaggio. La capacità di distribuire in modo fluido il pallone, senza essere accentratore. L’abilità nel tiro da tre.
Da Luca Vitali – play di Brescia dal 2016 al 2021 – in poi, la Germani ha sempre cambiato regista ogni anno. Kenny Chery è stato sostituito con Naz Mitrou-Long. Il canadese fu perso non per volontà del club, ma per via della maxi-offerta dell’Olimpia Milano. Poi Caupain (e Nikolic), quindi Christon. È ancora presto, certo. Ma Ivanovic, trentenne, pare avere tutte le qualità per aprire un ciclo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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