«It became personal with me», ossia «l’ho presa sul personale»: Michael Jordan. «Odio perdere più di quanto ami vincere»: Jimmy Connors. Sportivi che hanno compiuto imprese portano in dote aforismi dietro ai quali si nascondono i rispettivi inneschi mentali che li hanno portati al successo. I giocatori e lo staff della Germani delle dodici vittorie consecutive stanno dimostrando di possedere una delle caratteristiche più importanti nei campioni. La capacità di auto-condizionarsi. Ossia, di trovare motivazioni per superare, prima che gli avversari, se stessi.
Sfida con Pesaro
È divenuto ancora più chiaro nella vittoria - splendida - dell’altra sera a Pesaro (88-83, terzo posto in classifica consolidato, con stacco a otto punti sulle inseguitrici Reggio Emilia e Tortona). Perché in una classica domenica che sembra destinata a terminare con una sconfitta (che, per altro, sarebbe stata quasi «neutra», alla luce delle sconfitte di Reggio e Tortona) la Pallacanestro Brescia è riuscita ha ribaltarsi mentalmente. Rifiutandosi di cedere, trovando risorse ovunque. Compiendo l’aggancio e piazzando l’allungo per mettere le mani sui due punti. Moss e compagni lo hanno fatto dopo aver toccato il -16 nelle prime battute del terzo quarto. Da parecchio non si finiva sotto di svariati punti. Nella trama degli ultimi successi - in qualche modo, comunque, sempre diversi tra loro - si sono registrate o gare stra-dominate, o partite tirate, poi fatte girare dalla parte giusta nel clutch-time.




