La Germani dalle mille risorse: adesso vince anche con la rabbia

L’incredibile forza mentale mostrata contro Pesaro aggiunge tridimensionalità a un gruppo già nella storia
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Coach Alessandro Magro - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Coach Alessandro Magro - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

«It became personal with me», ossia «l’ho presa sul personale»: Michael Jordan. «Odio perdere più di quanto ami vincere»: Jimmy Connors. Sportivi che hanno compiuto imprese portano in dote aforismi dietro ai quali si nascondono i rispettivi inneschi mentali che li hanno portati al successo. I giocatori e lo staff della Germani delle dodici vittorie consecutive stanno dimostrando di possedere una delle caratteristiche più importanti nei campioni. La capacità di auto-condizionarsi. Ossia, di trovare motivazioni per superare, prima che gli avversari, se stessi.

Sfida con Pesaro

È divenuto ancora più chiaro nella vittoria - splendida - dell’altra sera a Pesaro (88-83, terzo posto in classifica consolidato, con stacco a otto punti sulle inseguitrici Reggio Emilia e Tortona). Perché in una classica domenica che sembra destinata a terminare con una sconfitta (che, per altro, sarebbe stata quasi «neutra», alla luce delle sconfitte di Reggio e Tortona) la Pallacanestro Brescia è riuscita ha ribaltarsi mentalmente. Rifiutandosi di cedere, trovando risorse ovunque. Compiendo l’aggancio e piazzando l’allungo per mettere le mani sui due punti. Moss e compagni lo hanno fatto dopo aver toccato il -16 nelle prime battute del terzo quarto. Da parecchio non si finiva sotto di svariati punti. Nella trama degli ultimi successi - in qualche modo, comunque, sempre diversi tra loro - si sono registrate o gare stra-dominate, o partite tirate, poi fatte girare dalla parte giusta nel clutch-time.

Mitrou-Long pare dire: «Calmi tutti»
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Il confronto

A inizio stagione, invece, era capitato di prendere brutti parziali. Stiamo parlando di un’altra era. A Varese si era toccato il -19. Brescia aveva recuperato, spendendo molto, e poi si era arresa. A Trieste era stato -16, faticoso rientro, e ko. Il -18 nel primo quarto contro Reggio Emilia fu invece un fardello troppo duro da portare. Alla Vitrifrigo Arena, la Germani ha invece dimostrato di saper cambiare mentalità e di auto-condizionarsi di colpo. L’input dalla panchina, l’esecuzione sul campo. La vittoria è stata «da grande squadra». Colta con lo spirito del campione. Che trova un pretesto per «prenderla sul personale». Che quasi odia perdere più di quanto ami vincere. Chissà che, un giorno, una massima di Magro, Petrucelli o Della Valle venga raccolta in un libro, sulle stesse pagine in cui compaiono quelle di Jordan e Connors.

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