Germani, a Bologna grande illusione: solo metà gara è stellare
Cosa sarebbe stato necessario fare per vincere a Bologna contro la Virtus? Probabilmente giocare anche il secondo tempo come il primo, davvero da incorniciare. Da scrivere è semplicissimo. Da mettere in pratica lo è un filo meno. La Germani cala – forse più di quanto sarebbe fisiologico – e subisce un devastante ritorno dei padroni di casa e va ko.
Finisce 91-79, e pure la differenza canestri è ribaltata. Il successo permette alla squadra di Ivanovic di salire in vetta alla classifica, a 38 punti con Trapani (e davanti ai siciliani per via dello scontro diretto). La Pallacanestro Brescia resta due punti sotto, terza, appaiata a Trento, ma posizionata meglio grazie alla doppia vittoria ottenuta con l’Aquila.
La partita ha due facce, come due facce hanno le protagoniste in campo. Il miglior volto di Brescia compare nei primi 20 minuti, e ha i tratti di una prestazione da 53 punti (8/11 da tre 60% dal campo, massimo coinvolgimento di tutti i giocatori). Il «Mr. Hyde» della Germani parla di una squadra che non segna per quasi 5 minuti a inizio ripresa, e che nel terzo quarto si prende un sonoro 28-9. Di una squadra che si ritrova senza idee, fiato ed energie davanti al ritorno devastante degli emiliani.
A due facce
Il cui volto peggiore – per completare il discorso – è quello di una squadra che si lascia sorprendere dalla verve bresciana dei primi 20 minuti, finendo sotto anche di 15 punti. Poi, però, Bologna mette addosso l’abito di Eurolega. Diventa intensissima e impenetrabile in difesa, e segna qualsiasi cosa le passi per le mani di giocatori con troppo talento per essere contenuti dai biancoblù. Il miglior realizzatore della partita è Cordinier, con 21 punti. Per la Germani 14 punti di Burnell, 13 per Bilan, 10 per Della Valle e Dowe.
Sul campo
La Germani deve trovare fin da subito modi per non attaccare la Virtus Bologna a difesa schierata. Quand’è così, non si passa facilmente. Un problema che le Vu Nere non hanno.
Della Valle inizia la gara con piglio. Dalle sue mani arrivano 5 punti in serie. È lo stesso capitano a dare il via a un’azione carica di errori surreali. Perde male un pallone, Shengelia vola in campo aperto, ma stampa la schiacciata sul ferro. Ndour, sorpreso, si lascia scappare un comodo rimbalzo. Al 5’ è 12-9 Bologna, che viene trascinata da uno Zizic in gran forma. Dalla panchina di Brescia si alzano Dowe e Burnell (subito 5 punti per l’ala).

Della Valle segna da tre un nuovo vantaggio biancoblù, ma poco dopo commette anche il proprio secondo fallo personale. Nessun problema, perché la Germani attraversa un momento di grande vena, che frutta un break di 14-2. Ivanovic è costretto a chiamare time-out dopo una canestro eccezionale, propiziato da un assist visionario di Bilan per la tripla dall’angolo di Dowe (25-16 Brescia). Nel finale di primo quarto c’è anche tanto Cournooh, su entrambe le metà campo e al 10’ è 29-18 Germani.
I biancoblù riescono a tenere salda la doppia cifra di vantaggio per le prime battute del secondo segmento di gara. Ancora, grazie alla spinta di uomini non da quintetto: Cournooh, Dowe, Burnell, Mobio. Al 15’ è 41-26 Germani. La Segafredo Arena si accende in occasione di un fallo fischiato a Bilan (mezzo placcaggio di Shengelia, Miro sgomita un po’). Tenere i nervi saldi è tanto difficile quanto obbligatorio.
Ma la Virtus Bologna trova nuova energia da Cordinier e Clyburn e riduce lo svantaggio. Con un fischio cervellotico viene appioppato il terzo fallo personale a Ivanovic. L’ultimo possesso del quarto - 7,5 i secondi da giocare - è però di Brescia. E Poeta chiama un gioco per una tripla di Bilan, che entra. Al 20’ è 53-45 Germani.
Inspiegabile
Brescia, però, inizia male il secondo quarto e subisce un break di 11-0 che riporta avanti i padroni di casa e accende ulteriormente il palazzetto bolognese. Brescia non segna per quasi 5 minuti. A interrompere la siccità è Rivers.
Al 25’ è 56-55 Bologna. La partita si fa più sporca. Ma nel traffico, con tutto il talento di cui dispone, Bologna accelera e si porta sul +11 con i colpi Cordinier, Hackett e Clyburn. Al 30’ è 73-62 Virtus, al termine da un quarto da 28-9 per le Vu Nere.
L’ultimo segmento di gara inizia sulla falsariga del terzo. La saracinesca dei bianconeri resta abbassata. E Brescia non ha armi per scardinarla. Si ritrova con il pallone fermo in mano a giocatori che non dovrebbero averlo, in zone del campo sbagliate, col cronometro che corre inesorabile. Palle perse e stoppate subite si sprecano. Al 35’ è 80-66. Ma quasi tutto il quarto è inutile. Peccato.
Sabato, con una vittoria su Scafati al PalaLeonessa, la certezza di giocare i play off sarà aritmetica.
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