Basket

Germani, Poeta: «Successo insolito, ma sono contentissimo»

L’allenatore loda «la buona difesa per tre quarti di gara. Bilan? Fantastico»
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La Germani vince anche a Trieste
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La conferenza è finita, ma Peppe Poeta torna in sala stampa per un ultimo pensiero da condividere. «Uno dei miei uomini più importanti è Giancarlo Ferrero (ex Trieste, ndr). Gioca pochissimo, ma ha sempre la parola giusta per i compagni e ci è di grandissimo aiuto».

L’allenatore della Germani tiene molto alla nota a margine sul suo «veterano», così come ritiene importante parlare con onestà e trasparenza: «Le assenze di Trieste - afferma - hanno influito tantissimo sull’andamento di questa partita. Ciò detto, i nostri avversari hanno dimostrato di avere grande cuore, provando a riaprirla nell’ultimo quarto. Di certo non abbiamo giocato la nostra miglior partita a livello offensivo. Ma sono stracontento del risultato. Tutto sommato abbiamo costruito anche dei discreti tiri, che però sono stati sbagliati. Abbiamo tirato male da tre punti (3/16, ndr). Però abbiamo difeso molto bene per tre quarti, limitando la transizione di Trieste».

Poeta, poi, ammette: «Non credevo che avremmo mai potuto vincere una partita in cui segniamo 69 punti. Questo ci riporta al valore della nostra prestazione difensiva - prosegue -. Certo, i nostri avversari non avevano né Ross né Brown, ma di fatto senza gli stessi giocatori, una settimana prima, a Sassari contro la Dinamo avevano prodotto 86 punti. Riuscire a portare a casa un match così ci aiuta a crescere ulteriormente».

Scelte

Un’altra delle chiavi della partita è stata quella di evitare il più possibile che Uthoff e Valentine segnassero da tre. «Era una delle nostre priorità - prosegue l’allenatore biancoblù -. A costo di aprire il fianco a delle penetrazioni».

La Germani, probabilmente, «ha alzato troppo presto le mani dal volante. Ma il risultato è davvero speciale. È la nostra ottava vittoria su dieci partite giocate in questo inizio di stagione».

Si sapeva che gli avversari avrebbero provato a giocare a ritmi molto alti. «Avevamo in mente di doverli abbassare - fa notare Poeta -, e forse lo abbiamo fatto fin troppo. Tuttavia, ci siamo comunque costruiti i tiri che volevamo, pur sbagliandoli spesso, anche da pochi centimetri».

A fine partita Bilan ringrazierà la squadra e l’allenatore per aver creduto in lui, nonostante il pessimo inizio di gara. Poeta preferisce non parlare troppo di lui. Si limita a definirlo «fantastico». A volte i gesti valgono più delle parole. Nel primo tempo, quando Miro sbagliava di tutto, il coach lo ha rincuorato e lo ha incitato prendendogli la testa tra le mani. Il resto è storia nota. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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