Germani, il primato regge però frustrazione e apatia lo minano

Il campionato non perdona. E, paradossalmente, forse proprio per questo perdona tutti. In soldoni, una Virtus Bologna non a fuoco può cadere sul campo di Pesaro, penultima. Nel giorno in cui la Germani ancora lontana dalla verve delle prime 20 giornate di regular season perde a Sassari contro la Dinamo, squadra che non è nemmeno cugina di secondo grado di quella che ne prese 45 al PalaLeonessa, tre mesi fa. Oltretutto, il giorno in cui pure la Pallacanestro Brescia tornava a mani vuote dalla casa della stessa Vuelle (rivitalizzata dal nuovo arrivo Wright-Foreman) le Vu Nere perdevano proprio a Sassari, in uno scambio di ruoli piuttosto curioso. Per completare il giro dei ricorsi bizzarri, sia Magro sia Banchi hanno ceduto due punti a Brindisi, fanalino di coda.
Considerazioni
Insomma, gira e rigira, soprattutto adesso, tutti – se non si esprimono al meglio – possono perdere con tutti. Questo, per due ragioni principali. Uno: il tempo stringe, e chi deve ingranare o lo fa in questo momento, o più avanti sarà tardi. Due: le squadre più zoppicanti hanno fatto un buon mercato e si sono rafforzate, o comunque hanno trovato un nuovo, migliore equilibrio. Batterle in scioltezza non è più possibile.
Fin qui è chiaro il perché il campionato di serie A non perdoni nessuno. In che modo, dunque, è misericordioso? Per quanto concerne la Germani, lo è nella misura in cui, pur avendo perso due delle ultime tre partite, Brescia resta incredibilmente prima. Perché la Virtus ha sparato a salve in giornate in i biancoblù erano disarmati. Incredibile, ma vero. Della Valle e compagni non stanno erodendo un tesoretto di punti di vantaggio accumulato nel tempo. Si tengono quelle due lunghezze che le inseguitrici non colmano (tanto a Reyer Venezia quanto a Bologna, al momento, basterebbe l’aggancio per operare un sorpasso, per via degli scontri diretti).
Cosa non va
In questo quadro, comunque, qualcosa non va. E i macrotemi sul tavolo sono quattro, tutti in qualche modo collegati tra loro. Il primo è legato all’esecuzione. La Pallacanestro Brescia, dalla partita vinta con Reggio Emilia lo scorso 11 febbraio – prima della Coppa Italia e della sosta – non viaggia più allo stesso ritmo quando ha la palla in mano. Lo ha fatto solo a tratti, nella seconda metà del match vinto contro Scafati, e nel frangente in cui l’altra sera, a Sassari, è riuscita a portarsi sul +10.
Dal punto di vista offensivo (nonostante, ad esempio, i 48 punti segnati a metà gara, a fronte dei 53 subiti), esistono altri sotto-temi, a partire da quello dei tiri da tre ben costruiti, ma non segnati. In difesa le cose non girano. La squadra impiega molto a prendere le misure agli avversari, o comunque ad avere un impatto tangibile.
Tre sconfitte nelle ultime quattro gare ufficiali: in ciascun caso gli avversari hanno segnato troppo, o troppo facilmente, almeno rispetto a quanto è capitato da ottobre a febbraio. La questione è ampia.
Alla Germani basta tornare a fare bene ciò che sapeva (e saprebbe) fare bene, oppure serve qualcosa di diverso? Ogni tanto l’impressione è che Brescia sia un combattente insuperabile con la spada, ma che nel frattempo qualcuno abbia inventato la polvere da sparo.
Forma fisica e stato emotivo
Poi c’è la questione dei singoli giocatori. Nascondere lo stato di forma ballerino di Gabriel in questa stagione, adesso, è più difficile di quanto lo fosse qualche mese fa. Della Valle e Bilan, già di per loro target preferiti degli attacchi avversari, stanno infilando performance deludenti. Quindi, il problema dello stato di forma fisica. Circa il quale coach Magro è stato chiaro: «Responsabilità mia – ha affermato l’altroieri –, la settimana di riposo post Coppa Italia è stata un errore».
Infine, tutto ciò che concerne lo stato emotivo della squadra. Lo spettro è composito: frenesia che si alterna ad apatia, nervosismo, insufficiente livello di serenità, a volte – quasi pare – frustrazione. Tutti stati d’animo collegati ai primi tre temi, a loro volta interdipendenti tra loro.
Questo sta accadendo in un misericordioso campionato che non perdona. E che propone, lunedì 25 marzo alle 20, la sfida al PalaLeonessa alla Virtus (domenica, invece, Venezia sarà a Cremona). Un momento verità. Se non altro, perché non si potrà sperare che – in caso di sconfitta – ci sia un contemporaneo ko di Bologna.
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