Germani, Eurocup-Italia e il ritratto di Dorian Gray

Il ritratto di Dorian Gray: mentre la Germani resta giovane e bella in Eurocup, c’è un quadro che invecchia e s’imbruttisce in campionato. Seguendo una dinamica per certi versi imprevedibile.
Perché la squadra è stata costruita per provare a reggere il livello di fisicità che si incontra sul palcoscenico europeo, e - sebbene con alterne fortune - ci sta tutto sommato riuscendo, e la classifica lo certifica, ma in Italia finisce per cadere sia contro squadre che, da questo punto di vista, non sono così dissimili dai club che s’incontrano nell’Eurotour, sia contro formazioni molto meno attrezzate.
Così, in questa fase di stagione particolarmente nera, la Pallacanestro Brescia è caduta tanto con Trento (che fa l’Eurocup) e la Dinamo Sassari (già out dalla Champions League), quanto con Verona e Treviso, distantissime da quegli standard, e che in serie A, in teoria, dovrebbero soltanto pensare a salvarsi.
Il tutto, mentre l’adattamento al metro arbitrale sembra più facile in Eurocup, mentre le direzioni di gara in patria restano, per più ragioni, un rebus che fa pure saltare i nervi (Magro è stato espulso dopo una veemente protesta nel finale del match contro Sassari). Sempre di più - è capitato nel match con Cluj, ma pure l’altra sera - la Germani si sta aggrappando a un duo dal quale, in questo momento, passa il destino della squadra.
Lo compongono Amedeo Della Valle e Kenny Gabriel, gli unici a non tradire (quasi) mai, in una rosa molto profonda che, però, fatica a trovare costanza di rendimento. Domenica sera, a loro, s’è aggiunto Petrucelli, reduce da un lungo stop. Ma il coinvolgimento di tutti in un sistema coeso e composito - un progetto tecnico indiscutibilmente sensato e ambizioso - non è ancora vicino alla completa realizzazione.
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