Germani, ecco il play Ivanović: si ruoterà a otto o nove giocatori

Era il nome forte del mercato, se ne era scritto e da ieri pomeriggio è ufficiale: Nikola Ivanović, montenegrino, 30 anni compiuti lo scorso 19 febbraio, 190 centimetri per 85 chilogrammi, è il nuovo playmaker della Germani. Per lui c’è un posto nel quintetto titolare.
Si tratta di un giocatore di livello internazionale. Ha visione di gioco, è ordinato, ha punti nelle mani e sa difendere. Lo scorso anno era al Runa Mosca, dove ha fatto registrare ottime medie: 14 punti e 4 assist a gara. In Italia ha già giocato a Capo d’Orlando, nel 2017. Al Buducnost, squadra di Podgorica, è stato compagno di squadra di Amedeo Della Valle per la seconda metà della stagione 2020-2021. Nell’estate del 2021 il passaggio alla Stella Rossa di Belgrado, squadra con la quale ha vinto due coppe di Serbia e due titoli nazionali. In bacheca ha sei campionati montenegrini conquistati con il Buducnost, i due campionati serbi con la Stella Rossa, sette coppe del Montenegro, tre Coppe di Serbia e due titoli della Lega Adriatica.
Ha vestito anche la maglia della Nazionale montenegrina, con cui ha giocato i Mondiali nel 2019 e nel 2023, nonché gli Europei nel 2013 e nel 2017.
Il tassello-Ivanovic è fondamentale nello schema della Pallacanestro Brescia che sarà guidata da Peppe Poeta. Lo schema inizia a delinearsi. Innanzitutto, il tenore dell’acquisto è rivelatore del fatto che il club non ha particolare intenzione di ridimensionarsi. Piuttosto, stando a quanto trapela, intende provare – pur senza obiettivi altisonanti dichiarati – a spendere (su per giù gli stessi soldi) in modo diverso. Rosa più compatta, talento più concentrato, rotazioni ridotte a otto-nove giocatori. Questi, però, saranno di qualità.
Marco De Benedetto, per il momento, resta nella galassia del club con il ruolo di consulente di Poeta. È stato considerato il trait d’union giusto tra gli ultimi tre anni e il futuro, anche per via della conoscenza diretta dell’allenatore salernitano, con il quale ha lavorato a Torino. La collaborazione durerà almeno fino a settembre. Poi, si vedrà. Tra l’altro il coach, almeno al momento, sarà coadiuvato da uno staff «totalmente domestico», composto dal primo assistente Matteo Cotelli, da Gianpaolo Alberti e da David Moss.
Il mercato
Uno dei primi obiettivi del club è quello di prendere un’ala grande di elevata qualità. Sarà un giocatore straniero (verosimilmente americano), bidimensionale. Mancano poi una combo (Scafati era su Nate Mason, possibile obiettivo dei biancoblù, ma adesso la società campana si è assicurata le prestazioni dell’esterno Rob Gray) che possa subentrare a Ivanovic e Della Valle e un centro che si alterni con Bilan (si cerca un atleta «fisicato» e con doti difensive).
In un roster formato 6+6 ci sarebbero solo tre italiani «senior»: Della Valle, Cournooh (che dovrebbe fare il cambio del capitano più che del play) e uno tra Petrucelli e Akele. Il primo ha il contratto, e si attende che confermi la propria permanenza in biancoblù. Al momento non sarebbero arrivate particolari offerte, ma il nodo-JP è sempre stato uno dei temi caldi delle ultime estati. Akele, di fatto, resterebbe solo nel momento in cui l’italoamericano dovesse partire.
Il club vorrebbe trattenere il «best defensive player» delle ultime due stagioni, e spera nell’opera di convincimento di Poeta, col quale Petrucelli è al momento impegnato nel raduno della Nazionale. Burnell, in questo schema, sarà cambio tanto del «3» quanto del «4».
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