Basket

Germani, Della Valle da target a esca: una contromossa che ha dato frutto

Il capitano della Pallacanestro Brescia per gli avversari era il primo giocatore da limitare. Il lavoro di Magro e la complicità del giocatore hanno però permesso di trovare una soluzione
Amedeo Della Valle, capitano della Germani, in campo contro Tortona - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Amedeo Della Valle, capitano della Germani, in campo contro Tortona - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
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Due vittorie consecutive, alla vigilia del poker di partite che separano la Germani dal momento più atteso, quello dei play off. La Pallacanestro Brescia capolista si appresta quindi ad affrontare il rush finale, nel quale spiccano i due scontri diretti (con la Reyer Venezia, domenica prossima, al PalaLeonessa, e contro Milano al Forum di Assago, alla penultima). In mezzo, i match di Cremona e contro Brindisi, in via Caprera.

Dopo un mese di sofferenze, dubbi e incertezze, il successo contro la Bertram Tortona ha confermato il ritorno prepotente degli uomini di Magro, che sono stati capaci di consolidare la posizione, più che meritata, di capolista. La doppietta, come affermato dal coach toscano al termine del match contro i piemontesi, è «frutto di un sorriso ritrovato». Ma non solo. Basta pensare all’importanza del giocatore più utilizzato in queste due partite (60 minuti totali), ossia a capitan Amedeo Della Valle. Il Marchesino di Alba, insomma, ha giocato parecchio. E non ha brillato dal punto di vista della prestazione balistica. Eppure, il suo ruolo sta assumendo un’importanza strategica non trascurabile.

L’ha capito coach Alessandro Magro, che non si è fermato ai numeri, e ha immaginato un utilizzo diverso per la guardia. Da totem e principale terminale offensivo di Brescia, Della Valle ha cambiato pelle. Si è tolto i panni di vittima di trattamenti speciali riservati dalle difese avversarie e ha iniziato a recitare il ruolo di «esca».

Il cambio pelle di Della Valle

Per oltre un mese, come confermato – a turno – dagli allenatori avversari, il numero otto biancoblù era il primo giocatore da limitare. Il lavoro di Magro e la complicità del giocatore hanno però permesso di trovare una soluzione. Della Valle ha sì attirato su di sé l’attenzione delle difese, ma – contestualmente – s’è trovato il modo di attivare quelle che possono essere considerate le «seconde scelte» offensive del roster bresciano.

La situazione tattica può diventare nuovamente la chiave di volta per ripartire di slancio e affrontare il rush finale della regular season con fiducia e grande energia. Il tutto, probabilmente, anche grazie a una complicità di gruppo ritrovata. La si è vista nei numeri, ma pure nell’atteggiamento.

Da sottolineare, poi, la volontà dello staff di «cavalcare» situazione diverse da quelle che nel girone di andata hanno consegnato alla Germani lo status di big del campionato. Piano A e piano B, insomma, nel momento più delicato di una stagione già da record. Brescia guarda avanti. Ed è possibile che, da qui in poi, qualcosa possa ancora cambiare. A chi affronterà Brescia potrebbe non bastare più il «sistema anti Della Valle». La partita dell’altroieri dimostra che la squadra e lo stesso Marchesino hanno compiuto uno step in più, in avanti.

La Germani non deve fermarsi

Chiaro, da qui in avanti è prevedibile che Adv sia sempre meno solista e sempre più uomo squadra. Ma non è nemmeno da escludere che si aprano scenari in cui potrebbe tornare fromboliere. Da bersaglio ad esca, da matador ad attivatore di gioco con la fiducia incondizionata del timoniere della Germani, brava a scrollarsi di dosso quella «scimmia» torinese che non poco ha condizionato le prestazioni di fine febbraio e inizio marzo. La Germani non deve fermarsi. E deve sfruttare protagonisti diversi, in momenti diversi della partita. Bilan e Massinburg a Varese passando per Burnell, Akele e Cournooh contro Tortona.

Tra le costanti, oltre alla fiducia che pare tornata nel gruppo, la presenza di capitan Amedeo Della Valle, lasciato in campo da Magro. Per quanto riguarda Adv, in questa fase, il tabellino è un elemento da guardare e non guardare. E, per quanto riguarda l’apporto difensivo, sarebbe utopistico immaginarlo «specialista». Eppure, nel ruolo di esca, è l’uomo giusto al momento giusto di una stagione che dovrà durare il più possibile. Una stagione con la quale Della Valle vuole chiudere un cerchio, dopo l’alternarsi di trionfi e qualche amarezza. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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