Germani, da Cremona a Cremona un anno dopo

Sul «quel» parquet, a trecentosessantaquattro giorni di distanza dalla salvezza acciuffata in extremis
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

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BASKET, LA GERMANI A CREMONA

Trecentosessantaquattro giorni, tra il 25 aprile 2021 e il 24 aprile, questa domenica, giorno in cui si giocherà Cremona-Germani. Quel 25 aprile la Pallacanestro Brescia - nel primo anno di vita della nuova società - colse un successo d’importanza capitale proprio al PalaRadi. Dopo sette ko consecutivi e lo spettro della retrocessione paurosamente vicino, quel 94-89 ebbe l’effetto di una liberazione. Fu una stagione tutta sottosopra. Se è vero che Cremona, costruita con uno sforzo economico moderato, ma con grande intelligenza, affrontava il derby in totale serenità, con la permanenza in serie A già in tasca, la pressione era tutta su una Germani che, invece, aveva investito tanto, ma non aveva trovato la quadra, sfaldandosi in campo e fuori, fino all’esonero di coach Esposito e all’arrivo di Buscaglia.

Qualche stagione fa

In mezzo, anche una stentatissima regular season di Eurocup. Grazie a quel successo, e a quello successivo su Pesaro, in casa, Brescia chiuse comunque al nono posto. In un’annata in cui risultò fuori da tutto: play off, Top 16 di Eurocup, Final Eight di Coppa Italia e fase finale di Supercoppa. In 364 giorni il mondo si è ribaltato. Anche in casa Vanoli, dato che la squadra cremonese affronta la parte finale di regular season da retrocessa, senza più obiettivi, al termine di una stagione molto negativa, ma anche sfortunata. Non solo, il futuro stesso della società non è certo, e in questi giorni si è parlato anche della possibilità della cessione del titolo sportivo all’Agribertocchi Orzinuovi, a sua volta già retrocessa sul campo dalla serie A2 alla B. La Germani, invece, non è nemmeno lontana parente della squadra che fu costretta a lottare alla morte al PalaRadi, e che trovò i propri leader in Bortolani (23 punti in 32 minuti sul campo), Burns (17 punti), e poi Crawford (finalmente...), Moss, Sacchetti, e pure in un Parrillo tutto cuore. Oggi la squadra di Magro attraversa l’Oglio per sperimentare nuovi assetti, con John Brown III che si deve progressivamente inserire. Per dare minuti a tutti e recuperare le energie. Per vincere, certo, come sempre. E per affinare l’alchimia verso i play off. Che si disputeranno da terza forza d’Italia, dopo la semifinale di Coppa Italia conquistata, 14 vittorie consecutive e un futuro europeo negli occhi. In 364 giorni, un anno meno un giorno, quante cose sono cambiate.

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