Germani, con Milano un capolavoro iniziato da una grande difesa
Imporre il proprio piano partita all’avversario non è mai semplice. A maggior ragione se si chiama Olimpia Milano. Ieri, Brescia, ce l’ha fatta, giocando una sfida al «suo» ritmo, che sicuramente non è tra i più alti del campionato, ma è sicuramente maggiore rispetto a quello delle Scarpette Rosse.
Brescia ha sempre e comunque cercato di correre in contropiede, per cercare di sfruttare la non sempre perfetta transizione difensiva di Milano. A costo, talvolta, di perdere anche qualche pallone. Una scelta necessaria, dato che l’alternativa sarebbe stata quella di vedersela con la solida, rocciosa difesa dell’Olimpia.
Una scelta che ha pagato e ha permesso alla Germani di ottenere tanti punti comodi, senza dover costruire gioco né faticare per prendere un tiro ad alta percentuale.
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Un qualcosa che è stato possibile grazie soprattutto alla prestazione difensiva superlativa dei ragazzi di coach Magro: sempre pronti a presidiare le linee di passaggio, Petrucelli e compagni hanno mantenuto una pressione costante sui portatori di palla e non dell’Olimpia.
Che, come in poche altre occasioni dell’anno, ha spesso e volentieri faticato, arrivando a perdere ben 15 palloni (12 di questi tramutati in palle recuperate da Brescia). Milano che ha anche faticato al tiro da oltre l’arco. Un qualcosa legato anche alle scelte proprio della Germani, che ha deciso di chiudere in maniera aggressiva sui tiratori dall’arco.
Il risultato? Qualche penetrazione in più concessa agli avversari (in tal senso, però, Brescia è stata brava anche a coprire il ferro), ma percentuali assolutamente rivedibili dai 6.75 (29%), per un’Olimpia Milano che nel finale ha anche perso completamente l’orientamento ed è finita per forzare tante conclusioni.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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