Basket

Germani, Caupain e il ritorno alla normalità: «Con l’infortunio ero quasi crollato»

Il play sta recuperando condizione dopo oltre 4 mesi: «È stata dura riuscire ad accettare il lungo stop»
Troy Caupain è tornato a calcare il parquet - © www.giornaledibrescia.it
Troy Caupain è tornato a calcare il parquet - © www.giornaledibrescia.it
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La fine di un incubo che può, perché no, coincidere con l’inizio di una nuova stagione nella stagione. A livello personale, a livello di squadra. Per una Germani Pallacanestro Brescia che sa vivere come solo sulle montagne russe tra clamorose botte di adrenalina e autoavvitamenti da mal di testa. È il mood di un’annata bresciana: «Che come non ve la spiegate voi dall’esterno pur mettendovi ad analizzare numeri e prestazioni, non ce la spieghiamo nemmeno noi da dentro per certi versi...».

Ma un motivo, o più motivi, ci sono sempre. E tra questi nella mancanza di continuità di un gruppo capace di alzare il primo trofeo della propria storia, capace di qualificarsi alla prima fase finale di una competizione europea della propria storia, ma capace pure di inguaiarsi la vita fino al punto di bazzicare i bassifondi della classifica in campionato, ci sono stati incidenti capitati ancora all’inizio del percorso. Tipo l’infortunio, grave, occorso a una pedina strategica come Troy Caupain. Quel che è stato è stato, si vive il momento. Che per la Germani è caldo: in 7 giorni, da sabato (domani) a sabato si gioca la salvezza con Napoli e Verona - e chissà? - speranze di rilancio per i play off. Ma il momento, in parallelo, è caldo anche per il play Usa di «rientro» dopo 4 mesi e mezzo di stop: un incubo iniziato in Eurocup con l’infortunio rimediato l’1 novembre scorso contro Bourg en Bress, un incubo terminato in Eurocup il 15 marzo scorso col ritorno sul parquet contro il Lietkabelis.

In tempo per il rush finale di campionato (peraltro ha fatto in tempo a essere partecipe dell’ennesima impresa con Milano), in tempo per provare ad aggiungere una coccardina quando agli ottavi di Coppa ci sarà da affrontare Ankara in gara secca: «E abbiamo già dimostrato di essere una squadra capace di interpretare un certo tipo di gare sui 40 minuti... Sarà una bella sfida».

Mamma e cane

Così come lo è quella di ritrovare il miglior Troy che ieri sera si è raccontato a Basket Time su Teletutto. Soprattutto, il newyorkese, ha raccontato le sue difficoltà da un punto di vista emotivo nel fronteggiare un terreno a lui sconosciuto come quello di ritrovarsi alle prese con un lungo stop: «Ammetto - racconta - di essere quasi crollato quando i medici mi hanno detto l’entità dell’infortunio e mi hanno prospettato l’ipotesi che la mia stagione potesse essere finita. È stato molto difficile per me accettarlo, poi pian piano sono entrato in quell’ottica grazie all’aiuto di mia mamma, ma anche del mio cane femmina Treasure: essendo un rottweiler richiede molto tempo per seguirlo e mettermi a farlo, giocandoci tanto mi ha dato una bella mano per distrarmi e cercare addirittura di recuperare prima del tempo».

E a Bursa, al di là della prestazione generale incolore figlia di un focus appositamente messo già su Napoli, per Caupain è scattata l’ora della nuova prima nel quintetto iniziale: «Ho avvertito anche un po’ di ansia e ho ancora bisogno di un po’ per ritrovare il ritmo: mi sono preso dei tiri che di solito per me sono normali, ma che poi non sono riuscito a finalizzare perché mi manca ancora un po’ di brillantezza. Ma sto lavorando». Serve il giusto tempo: quel tempo di nuove gioie che la Germani può ancora regalarsi.

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