La fine di un incubo che può, perché no, coincidere con l’inizio di una nuova stagione nella stagione. A livello personale, a livello di squadra. Per una Germani Pallacanestro Brescia che sa vivere come solo sulle montagne russe tra clamorose botte di adrenalina e autoavvitamenti da mal di testa. È il mood di un’annata bresciana: «Che come non ve la spiegate voi dall’esterno pur mettendovi ad analizzare numeri e prestazioni, non ce la spieghiamo nemmeno noi da dentro per certi versi...».
Ma un motivo, o più motivi, ci sono sempre. E tra questi nella mancanza di continuità di un gruppo capace di alzare il primo trofeo della propria storia, capace di qualificarsi alla prima fase finale di una competizione europea della propria storia, ma capace pure di inguaiarsi la vita fino al punto di bazzicare i bassifondi della classifica in campionato, ci sono stati incidenti capitati ancora all’inizio del percorso. Tipo l’infortunio, grave, occorso a una pedina strategica come Troy Caupain. Quel che è stato è stato, si vive il momento. Che per la Germani è caldo: in 7 giorni, da sabato (domani) a sabato si gioca la salvezza con Napoli e Verona - e chissà? - speranze di rilancio per i play off. Ma il momento, in parallelo, è caldo anche per il play Usa di «rientro» dopo 4 mesi e mezzo di stop: un incubo iniziato in Eurocup con l’infortunio rimediato l’1 novembre scorso contro Bourg en Bress, un incubo terminato in Eurocup il 15 marzo scorso col ritorno sul parquet contro il Lietkabelis.




