Germani, Burnell: «Rallento e imparo a decidere meglio»

L’ala leader della squadra ieri sera a Basket Time su Teletutto ha parlato della propria evoluzione
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

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Burnell a Basket Time: "Gara dura in campo ostico"

La Germani vive i giorni tra la vittoria interna con Trento e il prossimo impegno, quello di dopodomani, domenica, alle 20, al PalaCarnera di Udine. Jason Burnell – ospite ieri sera negli studi di Teletutto per Basket Time – è invece alla propria settima stagione in Italia e alla propria terza consecutiva alla Germani. E ha ricominciato da dove aveva finito. L’ala grande ventottenne della Florida è leader emotivo del gruppo, trascinatore, grande protagonista. Zero cali di tensione o di motivazione, dunque, anche se in estate l’hanno cercato team di Eurolega. «Ma avevo già firmato con la Pallacanestro Brescia a marzo – racconta –. E adesso sono completamente focalizzato sul presente. Credo di essere pronto per l’Eurolega, e ci giocherò in futuro, se dovrà accadere».

Inizio

«JB» analizza rapidamente anche le performance dei biancoblù nei primi due turni di campionato. «A Treviso la squadra ha avuto un buon attacco e una pessima difesa – afferma Burnell –. Con Trento le cose si sono rovesciate, e in questo caso l’ottimo lavoro nella metà campo difensiva ha compensato la minor efficacia della nostra fase offensiva. Ci stiamo allenando (Massinburg sempre a parte, ndr), e sappiamo che la neo-promossa Udine è difficile da affrontare e gioca in un palazzetto caldo. Dobbiamo concentrarci su quello che sappiamo fare».

Dietro al grande inizio di stagione di Jason c’è «l’intensissimo lavoro che ho svolto in estate – prosegue l’ala grande –. Tornato in America da Brescia, non mi sono mai fermato. In questa fase della mia carriera ho imparato a... rallentare. A essere meno frenetico, per crescere in solidità e costanza. Così riesco a prendere meglio le decisioni e a prendere meglio i miei tiri».

Tra lo scorso anno e questo qualcosa è cambiato. La Germani è vicecampione d’Italia... «Questo non modifica le cose – sottolinea il ventottenne –. Lo scorso anno nessuno si aspettava qualcosa di particolare da noi. Adesso se lo aspettano tutti. Ma noi dobbiamo davvero pensare soltanto a noi stessi». Nel corso della puntata è intervenuto, in collegamento da Udine, anche Mirza Alibegovic, guardia-ala trentaduenne che giocò nel Basket Brescia Leonessa tra il 2014 e il 2016, e che oggi è capitano dell’Apu. Fu quindi anche tra i protagonisti della promozione del club dalla serie A2 alla serie A.

Mirza Alibegovic ai tempi di Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Mirza Alibegovic ai tempi di Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

«Ho ricordi favolosi – afferma l’esterno –. Graziella Bragaglio e Matteo Bonetti ci facevano sentire parte di una famiglia. Sono tornato in Friuli lo scorso anno. Qui ho anche i genitori. Il club e i tifosi mi hanno accolto un po’ come il figliol prodigo. Siamo una buona squadra e stiamo giocando bene», prosegue Alibegovic, ricordando l’inizio di stagione con i ko contro Reggio Emilia e Virtus Bologna, quest’ultimo clamoroso, al supplementare. «Dobbiamo imparare a tenere il livello alto per quaranta minuti. Purtroppo in entrambe le partite – conclude – abbiamo avuto una decina di minuti di calo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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