Germani trascinata da Ndour e Burnell: oggi la finale con Milano
Si dice che il buongiorno si veda dal mattino. E allora quel 7-0 Germani d’apertura, in effetti, non mentiva. Solo che in mezzo ci sono stati almeno un paio di quarti di vera sofferenza, che hanno portato la Pallacanestro Brescia molto vicina a intendere la finale di Supercoppa come la proverbiale Chimera (vedi il -15 raggiunto). Invece no. I biancoblù battono Trento 88-75 e conquistano l’accesso all’ultimo atto della competizione, che giocheranno oggi, sempre al Forum di Assago, contro l’Olimpia Milano, che ha battuto dopo un tempo supplementare 93-86 la Virtus Bologna.
L’analisi
Il primo tempo, detto del buon inizio bresciano, in realtà spaventa. Il ritmo di Trento mette in grande difficoltà Della Valle e compagni, che – soprattutto – litigano incredibilmente con il tiro da tre punti (1/13 dopo 20’ minuti). Mangiati anche a rimbalzo (26-17), i ragazzi di Cotelli paiono sempre un giro indietro, e genericamente fuori dalla partita. L’Aquila, sulla carta sfavorita, pare invece nel proprio elemento naturale e, al di là del 44% da oltre l’arco dopo due quarti, sembra trovare risposte da tutti gli 11 uomini che Cancellieri ruoterà dall’inizio alla fine (nove quelli utilizzati da Brescia). Corsa su corsa, la vince sempre la squadra trentina.
Ma nella ripresa i biancoblù cominciano a ragionare meglio. A riconquistare terreno colpendo con i lunghi (Bilan, ma soprattutto Burnell e Ndour, questi ultimi, per distacco, i migliori in campo). Ritorna anche il tiro dalla lunga distanza. Niente di eclatante. Ma è da tre punti il canestro del pareggio in rimonta di Cournooh. Sono sempre da oltre l’arco due conclusioni dal peso specifico incalcolabile di Massinburg e Ivanovic. E quando anche Della Valle si sblocca, la partita si può davvero dire finita. Il top scorer è Burnell con 21 punti. Ndour ne segna 17, alle quali unisce anche due stoppate. In doppia cifra pure Ivanovic e Bilan con 10 (e 8 assist). Per Trento, 17 di Steward, ottime prove pure per Bayehe (15) e Jogela (10).
Sul campo
Palla rubata da Ivanovic e assist per Rivers. Jumper di Ndour. Tripla con fallo subito e libero (purtroppo sbagliato) di Della Valle. La Germani, come si diceva, inizia a tutta forza con un parziale di 7-0. Seguono possessi senza grande controllo da entrambe le parti. La Pallacanestro Brescia perde smalto, ma per fortuna Trento pare non fare canestro, almeno finché Bayehe non trova una bomba pesante che ridà coraggio all’Aquila. Al 5’ è 12-10 Germani. Jogela porta per la prima volta in vantaggio i suoi subito dopo il primo giro di cambi (dentro Burnell e Massinburg per Brescia). L’ala della Florida si fa subito sentire in post basso. Ma è un po’ l’unica arma dei biancoblù contro un’Aquila che prova, più coralmente, a mettere con convinzione la testa avanti. E al 10’ è 26-20 Trento, e Ivanovic ha già commesso due falli.
Nella second unit bresciana manca la verve di Massinburg. In quella di Trento c’è, ad esempio, quella di Forray, a segno da tre. I vincitori della Coppa Italia non solo si mantengono in vantaggio, ma passano anche in doppia cifra. Brutti tiri presi e sbagliati da una parte, tiri semplici e segnati dall’altra, la Germani deve cercare una scossa. Prova a darla ancora Burnell (gioco da tre punti per il -10). Ma il tiro pesante, pure quello «piedi per terra», rimane un rebus, e riavvicinarsi davvero – così – è difficile. Il finale di frazione non porta buone notizie. Il pallone, dalla distanza, prosegue a non volerne sapere di entrare (1/13). E al 20’ è 45-32 Trento.
La ripresa
La riscossa comincia dal rientro in campo. La Germani inizia a muovere il punteggio trovando il fondo della retina da dentro l’area. Sono mattoncini: 8-4 Brescia nei primi tre minuti di frazione è già qualcosina, e Cancellieri chiama time-out. Ivanovic interrompe una siccità da tre che durava da oltre 20 minuti. Al 25’ è 51-47 Trento. I canestri di Ndour e Ivanovic riportano la Germani a un possesso pieno di svantaggio. Che siano i lineamenti di un’altra partita? La tripla di Cournooh significa, finalmente, parità. E i due liberi a segno di Ndour valgono un nuovo vantaggio. Al 30’ (Burnell stoppa Steward) è 62-59 Germani.
Massinburg si sblocca segnando al primo possesso dell’ultimo parziale di gara. Tecnicamente, una buon momento per farlo. Ma torna a segnare anche Adv, e Brescia prova a scappare (+11). Al 35’ è 74-65 Brescia. È un ottimo momento, ma Niang Jr. punta a scrivere un altro finale con un paio di giocate che nulla hanno a che invidiare a quelle del fratello maggiore, che gioca nella Nazionale azzurra. Ma è l’ultimo sussulto. Ndour e Burnell, devastante nel finale, 8 punti nel quarto, mandano la partita a nanna.
La finale

Oggi sarà una finale da sogno, perché sarà contro Poeta, a Milano assistente di Messina con un futuro prossimo disegnato da head coach. Peppe ha assistito alla partita tra Germani e Trento a bordo campo, da spettatore interessato e – c’è da scommettere – almeno parzialmente tifoso biancoblù, dato che è stato l’artefice della cavalcata che ha portato Brescia fino alla finale scudetto dello scorso anno. La gara assume connotati emotivi massimi. Si gioca sempre all’Unipol Forum di Assago, alle 18. L’unico precedente in una Final Four di Supercoppa risale alla semifinale del 2018 giocata al PalaLeonessa. Vinse l’Olimpia 81-59.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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