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Germani verso la Coppa Italia, Cotelli: «Ai ragazzi dico: state sereni»

Il tecnico della Pallacanestro Brescia fotografa il momento della sua squadra e parla delle aspettative per la manifestazione che inizierà mercoledì 18 a Torino contro Udine
Matteo Cotelli con i suoi giocatori: per il coach una prima stagione strepitosa da capo allenatore - Foto Ciamillo Castoria © www.giornaledibrescia.it
Matteo Cotelli con i suoi giocatori: per il coach una prima stagione strepitosa da capo allenatore - Foto Ciamillo Castoria © www.giornaledibrescia.it
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Serenità e fiducia. Ci sono due parole chiave in casa Germani che Matteo Cotelli ha messo con sè nel bagaglio direzione Torino.

Il coach della Germani galleggia tra l’emozione di vivere per la prima volta la Coppa Italia da capo allenatore e la consapevolezza che la sua squadra possa ritagliarsi un ruolo da protagonista. Nonostante il periodo non felicissimo dal punto di vista fisico.

La situazione

«Abbiamo avuto un po’ di acciacchi nell'ultimo mese-mese e mezzo - racconta l’allenatore - stiamo cercando di rimettere insieme tutti i pezzi per arrivare nella miglior condizione possibile a Torino. Cambia invece la sensazione dal punto di vista del morale: è molto alto se ripensiamo al campionato che stiamo facendo e quindi c’è grande fiducia. Bello ammettere che il nostro percorso fino ad ora è stato di alto livello, stiamo esprimendo una bella pallacanestro e quindi arriviamo a Torino con la voglia di fare bene».

Germani che non può essere considerata underdog, ma nemmeno favorita per la vittoria finale. Qual è quindi il volto di Brescia in Coppa Italia? «È una competizione a sè, a suo modo pazza, non ci sono né favoriti né sfavoriti. Così alla fine chi arriva nel miglior momento, nel miglior stato di forma, diventa il quintetto da battere. Il nostro obiettivo era staccare il pass per le Final Eight, ora andiamo a Torino per giocarci al meglio le nostre carte. Sappiamo che ci sono realtà ovviamente più forti di noi, che hanno maggiore qualità, ma la Germani come squadra ha spesso di mostrato di poter dire la sua. Vogliamo provare a dar fastidio e mettere in campo il nostro valore».

Forza del gruppo

Squadra è un termine che ricorre spesso nelle riflessioni di Cotelli e non è un caso, anzi. «Se ci prendiamo singolarmente, abbiamo tanti giocatori di alto livello, però se facciamo un confronto con altre squadre siamo inferiori. Allora la differenza la fa la nostra capacità di essere squadra e di soffrire, di lavorare, di spendersi l’uno per l’altro. Ed è così che riusciamo ad esaltare le caratteristiche dei singoli giocatori. Ma prima di tutto siamo un gruppo, nelle vittorie come nelle sconfitte».

Coppa Italia competizione che viaggia da sola, imprevedibile e forse per questo bellissima. E allora cosa serve per alzare il trofeo? «Ai miei chiederò serenità e fiducia. Serenità significa arrivare un po’ a cuor leggero, senza sentire troppo la pressione comunque inevitabile in Coppa. Fiducia perché voglio che i ragazzi giochino senza paura».

Cosa fa la differenza

Mercoledì 17 inizia un torneo che dura mezza settimana e in parte annulla il gap tra chi arriva come prima e chi come ottava. «Le squadre che sono considerate big hanno un pochino più di pressione rispetto alle altre e ciò, sulla singola partita, può pesare. Ovvio però che Bologna e Milano, per i loro roster, dispongono di rotazioni che gli altri non hanno. La testa però può fare molto».

Prima sfida contro Udine, avversario... «scomodo, come lo avevo definito anche prima del match in campionato. Sarà partita tosta». Da vivere con un po’ di emozione da parte del debuttante Cotelli («inevitabile, ma bella») e con il calore del pubblico bresciano, che si farà sentire anche a Torino. «I nostri tifosi avranno ancora una volta un grande peso e li posso solo ringraziare. In un palazzetto diverso dal solito trovare facce amiche, voci amiche carica e regala energia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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