La Germani cerca la scintilla dopo una doppia strana «stecca»

Domenica match point contro Sassari, serve una sterzata verso il flusso di gioco
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

La delusione della Germani a Tortona -  © Foto Checchi Ciamillo-Castoria
La delusione della Germani a Tortona - © Foto Checchi Ciamillo-Castoria

Le sconfitte consecutive con Treviso in casa e Tortona (l’altroieri) in trasferta non hanno tolto alla Germani la possibilità di chiudere la regular season al secondo posto. Basterà battere la già retrocessa Dinamo Sassari domenica, alle 17, al PalaLeonessa. Sarebbe piazza d’onore pure in caso di sconfitta, ma dovrebbe perdere pure l’Olimpia Milano, a Trento (tutte le partite si giocano al medesimo orario per non avvantaggiare nessuno).

Diverse e simili

I due ko di fila hanno parecchie differenze, ma anche qualche punto di contatto. Le differenze principali? Il livello di talento degli avversari, il fattore casa e il fattore trasferta, le dinamiche con cui sono maturate le due battute d’arresto. Contenuti sintetizzati bene Matteo Cotelli, coach della Pallacanestro Brescia, nella sala stampa della Nova Arena. Con Treviso, Brescia ha smesso di colpo di giocare ed è stato «inaccettabile». A Tortona s’è presa un break devastante e non s’è più rialzata.

Il punto in comune, almeno a livello di percezione, è che la Germani si sia ritrovata, in entrambe le occasioni, a corto di idee. A corto delle proprie stesse idee. Di fatto, domenica, la partita con la Bertram è terminata con 3’39’’ ancora da giocare, sul 79-63, col canestro in contropiede di Baldasso. Tutto il resto è stato un lungo garbage time. Per Brescia quei 63 punti segnati sono uno dei segnali più allarmanti, perché è proprio dal flusso offensivo che la squadra trae la forza per quegli extra-effort difensivi che spesso le hanno permesso di vincere le partite.

Solisti e gruppo

Molte delle recenti vittorie dei biancoblù, ha inoltre ricordato Cotelli, sono state anche possibili perché ci si è «appoggiati» alle giocate dei singoli. Per non andare troppo indietro nel tempo, tra l’11 e il 19 aprile la Germani fa fuori in trasferta Reyer Venezia e Trieste (quest’ultima probabile avversaria ai quarti dei play off) grazie - anche, soprattutto - a un Burnell gigantesco. Ma più la post-season si avvicina, più il gruppo ha bisogno di ritrovare il flusso e la coralità. Di ritrovare la circolazione di palla pulita che mette in ritmo i tiratori.​​​

Di generare le condizioni affinché i giochi a due tra Della Valle e Bilan o Ivanovic e Bilan ritrovino lo smalto d’inizio stagione. In questi due anni molto raramente si è vista Brescia «forzare» conclusioni. O, appunto, raramente si è avuta la sensazione che la squadra non sapesse bene cosa fare o dove andare. Praticamente mai si è colto che Della Valle e compagni si stessero arrendendo.

Don’t panic

Per carità, due partite non fanno un trend definitivo. Ma, di certo, valgono come un campanello d’allarme verso la post-season. Momento della stagione in cui chiunque alzerà il ritmo e in cui chiunque difenderà più duro. E magari arriveranno pure meno fischi dagli arbitri (molti di quelli arrivati a Tortona sono stati confusionari, mentre altri, invece, non sono proprio partiti).

È ovvio che adesso l’obiettivo sia puntato sulla partita interna con la Dinamo Sassari. Sulla carta, la più facile che c’è. In casa, contro una squadra che domenica è aritmeticamente retrocessa e, si «spera», arriverà al PalaLeonessa con le armi deposte. Al termine di una stagione strana, in cui la squadra femminile sarda si è salvata sul campo ai play out (primo turno) contro la bresciana Rmb Brixia per poi decidere di auto-retrocedersi in serie A2. Al di là di tutti i vantaggi che terminare nella piazza d’onore dà, il risultato sarebbe anche un record societario, dato che al massimo Brescia ha concluso la stagione regolare al terzo posto. Pure negli anni più brillanti. Poi, si vedrà.

Di certo lo staff sa come lavorare e su cosa farlo. Il ko con Treviso aveva fatto pensare a tutti che a Tortona questo team - fatto di uomini e giocatori veri - avrebbe avuto una reazione d’orgoglio. È arrivata solo in parte. Ma il primo obiettivo, il secondo posto, resta lì, a portata di mano. E c’è tempo per preparare al meglio la post-season. Sul piano fisico, tecnico e mentale. Magari considerando che, alla luce del fatto che la praticamente certa partenza di Burnell porterà a cambiare qualcosa, per questo gruppo, che di fatto non cambia da due anni, potrebbe essere una «last dance».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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