Basket

Doppia Germani: condannata dai numeri, eppure in crescita

In campionato è fase nera e la classifica piange. Ma, aspettando Petrucelli, sono arrivati segnali positivi
Tai Odiase in uno scatto del match di domenica sera sul parquet della Virtus Bologna - © www.giornaledibrescia.it
Tai Odiase in uno scatto del match di domenica sera sul parquet della Virtus Bologna - © www.giornaledibrescia.it
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Da una parte la Germani dei numeri. Dall’altra la Germani dei progressi, delle prospettive, delle speranze. La prima soffre. La seconda non aspetta altro che passare all’incasso. Di punti. Per muovere la classifica in campionato. Il presente della Pallacanestro Brescia è inquadrato anche da questa dicotomia. La crisi di risultati, principalmente in patria, è aperta.

Le sconfitte consecutive in Lba adesso sono cinque. Quella di interrompere il trend negativo in casa della Virtus Bologna l’altra sera, nonostante le assenze e la stanchezza delle V Nere, era una missione molto complicata. Ma lo sblocco serviva, e serve. Il crollo di rendimento (ko con Trento, Verona, Treviso, Varese e, appunto, Virtus) è costato posizioni in classifica. Dopo il colpo di Sassari (2 gennaio, ultimo successo in campionato) la Pallacanestro Brescia era addirittura nel treno delle quarte. Oggi, poco più di un mese dopo, è dodicesima, a quattro punti dalla zona play off, ma pure a due sole lunghezze dalla zona retrocessione.

Eppure qualcosa si muove. E, fermandosi ai dati di fatto, a muoversi è anche John Petrucelli. Che a Bologna non è entrato, ma era finalmente nei dodici. Il suo ritorno è atteso come la pioggia dopo la siccità. Non perché debba essere da solo il risolutore, ma perché la Pallacanestro Brescia possa somigliare di più alla squadra che era stata progettata all’inizio, e nella quale lui aveva un ruolo centrale.

L’altro lato

Nel frattempo, però, cresce una Germani che dà buone sensazioni. Che - è chiaro - non portano punti. Sono «cibo d’aria» per un affamato. Eppure tra Bourg e Bologna si è finalmente rivisto il Nikolic che aveva molto ben impressionato poco dopo l’arrivo dalla Dinamo Sassari. Brescia ha inoltre virato verso un gioco più integrato, che mira a cavalcare anche le potenzialità di un Odiase in crescita.

Alessandro Magro lo ha affermato con chiarezza alla Segafredo Arena, dopo la partita: «È importante sfruttare pure lui, anche per togliere pressione al reparto esterni». Contestualmente, cresce l’aspetto mentale della squadra, che in Eurocup, in Francia, ha vinto una partita comunque insidiosa, aperta a qualsiasi risultato, e che nel finale poteva benissimo prendere la piega sbagliata.

A Bologna, poi, Brescia ha resistito in frangenti (la scarica di triple di Belinelli su tutti) in cui, in altre fasi di stagione, avrebbe forse alzato bandiera bianca. I segnali non sono punti. Ma, sommati, potrebbero ricreare quell’identità che permetterebbe di farli.

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