Basket

Dei quattro moschettieri della Germani potrebbero restarne soltanto due

Della Valle, Petrucelli, Gabriel e Cobbins sono a Brescia da tre anni: per i lunghi il probabile destino è altrove
Amedeo Della Valle durante la partita della Germani contro l'Olimpia Milano ai play off - Foto Gianluca Checchi Ciamillo Castoria © www.giornaledibrescia.it
Amedeo Della Valle durante la partita della Germani contro l'Olimpia Milano ai play off - Foto Gianluca Checchi Ciamillo Castoria © www.giornaledibrescia.it
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Nel corso della festa di fine stagione al PalaLeonessa dell’altra sera, Mauro Ferrari ha fissato attorno al 20 giugno la scadenza per prendere decisioni circa il futuro della Pallacanestro Brescia. Si apre quindi un periodo di circa tre settimane in cui non mancheranno ipotesi di scenari, voci di corridoio, nomi di mercato. Salvo sorprese – che non sono mai da escludere – non sono però attese ufficialità.

Chiaro che più passa il tempo, più l’ipotesi di prendere parte a una Coppa europea tramonta. Lo stesso amministratore delegato di Germani Spa, tra parole ufficiali e considerazioni confidenziali, ha fatto capire di avere più di una perplessità circa un nuovo impegno su scala europea (da quando la Pallacanestro Brescia è tale, dopo l’epoca del Basket Brescia Leonessa, ne ha disputate due, nel 2020-2021 e nel 2022-2023).

Si è poi parlato di apertura e chiusura di cicli. Quello triennale iniziato nell’estate del 2021, e quello che potrebbe iniziare in queste settimane. I cicli sono fatti soprattutto da uomini, e in campo solo quattro possono dire di essere stati presenti «dal giorno 1». Il capitano Amedeo Della Valle, uomo simbolo dell’intero progetto. John Petrucelli, guardia-ala che attraverso l’esperienza all’ombra del Cidneo ha acquisito lo status di italiano e ha vestito pure la maglia della Nazionale. Kenny Gabriel, ala grande statunitense che il 3 luglio compirà 35 anni, arrivato tre estati fa dai montenegrini del Mornar Bar. Michael Cobbins, 32 anni il 9 agosto, che approdò a Brescia lasciando gli israeliani del Maccabi Haifa.

Kenny ha vissuto una stagione complicata e ha giocato «da par suo» solo verso la fine, dopo due annate da leader emotivo indiscusso del gruppo, nonostante non abbia mai avuto i gradi di capitano. Divenuto padre del terzo figlio pochi mesi fa (da sempre «soffre» la distanza dalla famiglia, e da sempre «si galvanizza» quando moglie e figli lo raggiungono in Italia e tifano per lui al palazzetto), alla festa al PalaLeonessa ha affermato: «Mi mancano ancora pochi anni prima di finire la carriera. Io amo stare qui, Brescia è diventata casa, sarei ben felice di restare». In realtà, tanto per lui quanto per Cobbins – prezioso, ma a sua volta non costante nell’arco della stagione, nonché frequentemente vittima di infortuni – potrebbe essere arrivato il momento di salutare, proprio nell’ottica della, almeno parziale, rifondazione che dovrebbe aver luogo nel corso di questi mesi.

Discorso opposto per Adv e Petrucelli, il primo uomo simbolo, il secondo miglior difensore del campionato, che ha un altro anno di contratto e potrebbe restare.

Detto degli uomini in campo, c’è anche l’allenatore. Magro è stato accostato all’Olimpia Milano come eventuale assistente e, nelle ultime ore, anche agli spagnoli del Manresa.

Sulla carta, con un altro anno di contratto, resta comunque al momento il coach della Germani, e non è improbabile che sia alla guida della squadra pure il prossimo anno. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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