«Chicca», l'inarrestabile signora del basket bresciano (che sfida pure la figlia)

Si muove con eleganza sul parquet e nella vita Enrica Frasca, che ha vestito le maglie di tutte le squadre della città, dalla serie A2 con la Pallacanestro Brescia fino alla Promozione, dove gioca ancora a 54 anni, nelle Lions. Un amore nato in prima elementare, quando viveva ad Alessandria, dove debuttò in B prima di trasferirsi qui, con la famiglia, nel 1984. Da allora non ha saltato una stagione, neppure quando era in dolce attesa. Ha affrontato tutte (ma proprio tutte) le giocatrici della nostra provincia e poche settimane fa perfino la figlia Matilda Belotti, classe 2005, che gioca nello stesso campionato con le Under 18 della Brixia. «È stata una sfida vera - assicura -, e ci siamo anche trovate una di fronte all’altra più volte. Com’è andata? Lasciamo perdere. Troppa differenza di età tra noi e loro. Ci hanno castigato sia all’andata sia al ritorno».
Enrica ha superato infortuni e cali di forma, ha dovuto conciliare il basket con gli impegni di lavoro e con quelli di famiglia, eppure ce l’ha sempre fatta, animata da una passione per lo sport che non si spegne mai. Dietro il suo sorriso si nasconde un carattere di ferro.

«Quando ero in attesa di Alessandro, il mio primo figlio - confessa -, tenni nascosta la cosa ai dirigenti dell’Urago, dove giocavo, perché avevo paura che mi escludessero dalla squadra». Poi se ne accorsero. «Ci aspettava una finale di campionato, ormai ero incinta di quattro mesi, mi presentai al palazzetto con una speciale impalcatura che mi proteggesse dagli urti al bacino, tenevo troppo a esserci. Non ci fu niente da fare, mi lasciarono fuori lo stesso». Ancora oggi considera la cosa come una piccola ingiustizia, e questo fa capire quanta determinazione abbia accompagnato la carriera di questa irriducibile atleta.
Il soprannome
Per tutti Enrica, nel mondo del basket bresciano, è semplicemente «Chicca». «Non sono mai stata una che decide le partite - si schermisce -, né una che segna valanghe di punti». Ha fatto e fa (ancora) molto di più, dal recupero difensivo all’assist, dalla lotta sotto i tabelloni al raddoppio in sostegno di una compagna. Tutti dettagli che sono molto apprezzati dagli allenatori, con i quali ha sempre avuto un ottimo rapporto. Ma quando non si è sentita valorizzata, Enrica non ha esitato a cambiare strada. «È successo solo una volta e allora decisi di andare altrove. Ormai la stagione era avviata e i roster al completo. Mi cercò un club di Mantova, accettai al volo nonostante la distanza. Tra l’altro ci allenavamo 2-3 volte alla settimana. Fui ripagata da una promozione».

Ne ha ottenute tante Enrica, che nemmeno se le ricorda, ed è tipico di chi guarda sempre avanti e mai indietro. Una delle soddisfazioni più belle se l’è tolta proprio nella squadra in cui gioca tuttora, nel 2018-2019, con finale play off per l’accesso in C, giocata e vinta contro Lissone nella piccola palestra di via Repubblica Argentina, tutta esaurita. Il Brescia calcio era appena salito in A sulle note della «Madonnina dai riccioli d’oro», e lo stesso cantò chi sostenne le Lions in quell’indimenticabile partita. Comprese le figlie e i figli delle giocatrici.
Senza fine
Enrica vede ancora lontano lo striscione del traguardo. «Finché reggo alle botte del campo e del tempo io vado avanti - racconta -. Negli anni le società in cui ho giocato mi hanno chiesto di mettere al servizio del gruppo soprattutto la mia esperienza. Io credo che fra compagne non bisogna parlarsi, c’è apposta un coach. Spero semmai di essere di esempio per le altre quando ci alleniamo. Nel basket c’è sempre da imparare. Da giovane ero molto più forte in attacco, dove si richiede talento. La difesa invece impone concentrazione. In ogni fase della carriera e della vita ci si può sentire utili».
Poi arrivano sere d’inverno in cui proprio non ce la fai e - dopo una giornata dedicata al lavoro e alla famiglia - tutto faresti, tranne che andare ad allenarti. «Quando mi sento così, la domanda che mi pongo è sempre quella: ne vale la pena? Dura poco, la scintilla subito si riaccende». E la signora della pallacanestro bresciana è pronta a nuove sfide.
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