Sam non c’è più. E prima di tutto, a non esserci più, è un ragazzo di 24 anni. Ma insieme a Dilas, se ne va anche un figlio di quel mondo della pallacanestro al quale Samuel si era votato anima e corpo, trascinato dalla sua grande passione e dedizione. Che fatica, forse anche inutile, cercare di trovare parole plausibili, che abbiano un minimo di senso di fronte a una simile tragedia.
Della scomparsa di Dilas, gli oltre 4.000 che ieri erano assiepati al PalaLeonessa per assistere alla partita della Germani contro Napoli, hanno appreso dallo speaker del palazzetto che durante un timeout ha informato il pubblico che senza bisogno di inviti particolari, si è alzato in piedi omaggiando la memoria di Samuel con un lungo e commosso applauso. Da quel momento, è risultato impossibile distogliere la mente dal pensiero di quel ragazzo andato via così mentre pure la partita scorreva via lasciando a Brescia una vittoria preziosa, ma impossibile da festeggiare come le altre volte. Una vittoria «che anche se è poco, va dedicata a Sam. La sua scomparsa è un dolore profondo che colpisce la famiglia, non ci sono parole. Solo grande vicinanza agli affetti più cari del povero ragazzo» è il messaggio del club, con in testa l’ad di Germani Mauro Ferrari.




