«Zio, portaci a casa il regalo»

La partecipazione dello zio Beppe Manenti alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 nella specialità del quartetto della cento chilometri di ciclismo (cronometro a squadre) era un evento di tale importanza che coinvolse tutta la famiglia del ciclista di Cologne. Tra i più entusiasti per la partecipazione i sette nipoti che non vogliono perdere l’occasione per questo grande avvenimento per chiedere allo zio un dono speciale. A raccontare di questa situazione è una delle nipoti di Manenti, Nicoletta Benedetti.
«Noi nipoti, in sette con età diverse, alcuni in grado di scrivere, altri solo di firmare, alla vigilia della sua partenza da Cologne per gli Stati Uniti scrivemmo una lettera allo zio per sostenerlo, fargli gli auguri, ma ovviamente, da bambini, anche per chiedergli un regalo». La lettera, che è stata recuperata tempo fa anche per delle celebrazioni, recita così: «Ciao zio Beppe, domani è il tuo giorno di partenza per Los Angeles. Ti raccomandiamo di non farci fare brutta figura perchè questa è la volta buona di compiere un miracolo...Ti raccomandiamo, portaci a casa il regalo, però niente alle nostre mamme, solo a noi». Seguono le firme di Ilaria, la mia, Giampiero, Francesca, Matto, Chiara e Alessandro.
Il regalo poi arrivò per davvero, lo zio Beppe tornò da Los Angeles con l’oro olimpico anche se non salì sul podio, ma fu schierato all’ultimo momento come riserva con suo grande rammarico. «Ci portò in dono il gufetto, peluche della mascotte di quelle Olimpiadi che conserviamo ancora come prezioso ricordo» - sottolinea Nicoletta Benedetti.
Perchè lo zio (d’America) era tornato tutto sommato vincitore, orgoglio e vanto per tutta la famiglia.
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