Wimbledon, Sinner eliminato ai quarti di finale: passa Medvedev

La Redazione Web
Dopo il set di vantaggio iniziale, il n.1 al mondo si fa rimontare, quindi, accusa un malore che lo costringe quasi al ritiro: dopo la rimonta, il cedimento al quinto set
Jannik Sinner punta all'oro - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
Jannik Sinner punta all'oro - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
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Termina ai quarti di finale la corsa di Jannik Sinner sui prati di Wimbledon, al termine di un match che è un saliscendi di emozioni: dopo il set di vantaggio iniziale, il n.1 al mondo si fa rimontare, quindi, accusa un malore che lo costringe quasi al ritiro, ma resta comunque in partita, aggrappato al match con coraggio e volontà, fino alla rimonta, che però si spegne proprio sul più bello, al quinto set, quando infine cede contro Daniil Medvedev.

Epilogo di una partita palpitante, (67(7) 64 76(4) 26 63, in quattro ore), con continui capovolgimenti di punteggio, 11 minuti d’interruzione per il malessere di Sinner, che si vede dunque sbarrata la strada alla seconda semifinale consecutiva ai Championships dal campione russo, favorito n.5. Una sconfitta che lascia eccome l'amaro in bocca all'azzurro, che non ha potuto gareggiare alla pari contro un avversario, sempre battuto negli ultimi cinque avversari.

E anche oggi i suoi numeri (ma non il punteggio finale) ne confermano la superiorità: più ace (17 a 15), vincenti (61 a 56), punti totali (164 contro 160), e meno errori gratuiti (45 a 49). Ma evidentemente Sinner ha avuto il torto di non giocare con la consueta implacabilità i punti decisivi del match. Un'occasione, dunque, sprecata pur con tutte le attenuanti del caso. Perché fin dai primi scambi del match l'italiano n.1 al mondo appare in affanno, sofferente, quasi frastornato.

Il match

Nel primo set è match pari contro il russo, favorito n.5, fino al tie-break, dove è il livello diverso di freddezza tra i due a fare la differenza: Medvedev ha un set-point, ma lo spreca malamente, Sinner no. Immediata, però, la reazione del campione di Mosca che strappa subito il servizio all'altoatesino, difendendo il vantaggio fino alla conquista del set.

Ad inizio del terzo set, sotto di un break, il malessere di Sinner si acuisce. «Mi gira la testa», confida al suo medico, che gli misura la saturazione del sangue. Indigestione, calo di pressione o di zuccheri: visibilmente provato Sinner rientra negli spogliatoi, da dove esce – accolto da un'ovazione del Centre Court – con un volto nient'affatto rinfrancato. Anzi.

L'espressione facciale è una smorfia di sofferenza, l'incertezza contagia anche il suo tennis. Chiede un cestino, da tenere vicino, in caso di necessità di rimettere. Ma qui Sinner ha il merito di non mollare, sforzandosi di non lasciare scappare troppo avanti il russo, pur giocando con una mobilità ridotta e la fretta di chi sa di non riuscire a sostenere gli scambi.

Lentamente, game dopo game, però, sembra ritrovare forza e fiducia, fino a quando Medvedev va a servire per il set. Fin lì senza una sola palla-break al suo attivo, Sinner ne colleziona tre di fila, prima di ristabilire la parità. Che non solo riapre il set, ma ribalta l'inerzia della partita. Perché sì Sinner smarrisce il tie-break successivo, ma poi domina il quarto set, illudendo i suoi tifosi.

Ma nel quarto game è distratto nel suo turno di servizio: salva due delle tre-palle break concesse, ma la terza gli è fatale. Ormai in apnea per la stanchezza il campione di San Candido non ha più la forza di reagire, consegnandosi alla sconfitta. Un giorno dopo l'eliminazione della fidanzata, Anna Kalinskaya, costretta al ritiro da un infortunio. 

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