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Tommaso Gianazza andrà alle Olimpiadi: «Grazie all’An Brescia»

Francesca Marmaglio
Il centroboa cresciuto nella società cittadina farà parte del Settebello a Parigi: «È un punto di partenza. Mi sento un bresciano d’adozione»
Tommaso Gianazza dell'An Brescia sarà in Francia (da Instagram) - © www.giornaledibrescia.it
Tommaso Gianazza dell'An Brescia sarà in Francia (da Instagram) - © www.giornaledibrescia.it
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Era il 2016 e aveva 14 anni Tommaso Gianazza, un ragazzino partito da Legnano, con il fratello Matteo, alla volta di Brescia per provare a diventare un giocatore di pallanuoto. Ad accoglierlo l’An Brescia che l’ha cresciuto e che ora si gode, insieme a lui, la sua convocazione alle Olimpiadi con il Settebello di Sandro Campagna.

Sensazioni

«Sono molto felice e molto emozionato - dice il centroboa - . È per me un grande onore sia poter giocare con questi compagni sia poter partecipare alla competizione a cinque cerchi. Al momento non sento ancora la pressione, magari salirà quando inizieranno le partite. I miei compagni più esperti mi hanno consigliato di godermi il momento, ma di cominciare subito a lavorare ancora più forte».

Una convocazione più che meritata che Gianazza deve ai sacrifici e agli sforzi fatti da se stesso e dalla sua famiglia, ma anche alla fiducia e al lavoro fatto con Brescia: «Devo essere sincero - continua il centoboa - sento di essermela meritata questa chance. Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno permesso di venire a Brescia da giovanissimo, i campioni con cui ho giocato in questi anni, la società An e poi gli allenatori: Bovo che ha avuto fiducia in me inserendomi nel progetto dell’A1 e ancor prima coach Sussarello e coach Oliva».

La scelta

Quella del ct Campagna è arrivata dopo una stagione ricca di ottime prestazioni e un pre-olimpico di grande qualità: «Devo dire che sono riuscito a gestire bene la pressione dell’essere sotto osservazione - racconta Gianazza - . Campagna mi ha fatto giocare tutte le tre partite del torneo in Sardegna, sapevo sarebbe stato un test per vedere come reagivo sui marcatori e sul gioco, per verificare se avessi lo stesso ritmo della squadra. Campagna si aspetta il massimo impegno da tutti».

Otto anni con l’An per Gianazza, che è il primo frutto del settore giovanile bresciano a raggiungere una competizione così importante: «Mi sento un bresciano d’adozione - ammette il giocatore -. Gran parte della mia carriera sportiva l’ho vissuta qua e qua sono diventato un uomo. Per me Brescia è casa, mi sono da subito trovato benissimo e qui ho tutte le mie amicizie più sincere. Le Olimpiadi per un giocatore giovane come me sono un punto di partenza non di arrivo. Per questo voglio fare bene: sono orgoglioso di rappresentare l’Italia e Brescia nella competizione più importante per tutti gli sportivi. Comunque andrà a Parigi tornerò cresciuto mentalmente e professionalmente e metterò tutto a disposizione del mio club».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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