«Tutti vogliono essere come Jannik». E non è solo un modo di dire. L’effetto Sinner si fa sentire, forte e chiaro, anche nei circoli bresciani. Lo storico successo mondiale sull’erba di Wimbledon – la più nobile, la più difficile, la più iconica – ha innescato un’onda lunga di entusiasmo che attraversa la Provincia: bambini con la racchetta in mano, genitori che chiedono informazioni, adulti e «over» che vogliono rimettersi in gioco. Un fenomeno che non si vedeva da anni: le richieste di iscrizione ai corsi sono aumentate, così come le vendite di racchette Head, come quelle del campione, e persino l’ortesi – la fascia bianca al gomito indossata da Sinner in finale contro Alcaraz – è diventata un oggetto del desiderio.
A raccontare l’impatto di questa «sinnermania» sono due volti del tennis bresciano: Alberto Paris, a lungo numero uno del movimento bresciano e oggi direttore del Tennis Forza e Costanza (oltre che consigliere del comitato regionale lombardo e membro del direttivo dell'Istituto Superiore di Formazione «Roberto Lombardi») ed Emidio Rossi, vero esegeta e fondatore della Tennis School con ramificazioni in tutta la provincia. «L’effetto Sinner – spiega Paris – non è iniziato ieri. Ha preso slancio con la vittoria del primo Slam all’Australian Open nel 2024. Ma Wimbledon è un’altra cosa. È il torneo più famoso al mondo. E vederci trionfare un italiano, sull’erba, ha generato un entusiasmo mai visto. Oggi i bambini parlano solo di lui. A settembre, con la ripresa dei corsi, il boom sarà ancora più evidente».


