Tennis, anche a Brescia è Sinner-mania: boom di iscrizioni nei circoli

Lo storico successo a Wimbledon del tennista italiano ha innescato un’onda di entusiasmo. Aumentate le vendite di racchette Head, marca utilizzata dal campione, e di ortesi, la fascia bianca al gomito indossata durante il torneo
Federico Bernardelli Curuz
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Effetto Sinner sempre più dirompente

«Tutti vogliono essere come Jannik». E non è solo un modo di dire. L’effetto Sinner si fa sentire, forte e chiaro, anche nei circoli bresciani. Lo storico successo mondiale sull’erba di Wimbledon – la più nobile, la più difficile, la più iconica – ha innescato un’onda lunga di entusiasmo che attraversa la Provincia: bambini con la racchetta in mano, genitori che chiedono informazioni, adulti e «over» che vogliono rimettersi in gioco. Un fenomeno che non si vedeva da anni: le richieste di iscrizione ai corsi sono aumentate, così come le vendite di racchette Head, come quelle del campione, e persino l’ortesi – la fascia bianca al gomito indossata da Sinner in finale contro Alcaraz – è diventata un oggetto del desiderio.

A raccontare l’impatto di questa «sinnermania» sono due volti del tennis bresciano: Alberto Paris, a lungo numero uno del movimento bresciano e oggi direttore del Tennis Forza e Costanza (oltre che consigliere del comitato regionale lombardo e membro del direttivo dell'Istituto Superiore di Formazione «Roberto Lombardi») ed Emidio Rossi, vero esegeta e fondatore della Tennis School con ramificazioni in tutta la provincia. «L’effetto Sinner – spiega Paris – non è iniziato ieri. Ha preso slancio con la vittoria del primo Slam all’Australian Open nel 2024. Ma Wimbledon è un’altra cosa. È il torneo più famoso al mondo. E vederci trionfare un italiano, sull’erba, ha generato un entusiasmo mai visto. Oggi i bambini parlano solo di lui. A settembre, con la ripresa dei corsi, il boom sarà ancora più evidente».

Jannik Sinner è il campione di Wimbledon
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Jannik Sinner è il campione di Wimbledon

I numeri lo dimostrano

«Abbiamo raggiunto il massimo di bambini gestibili, oltre 220, e anche gli adulti sono un centinaio. Tutto esaurito. Lo stesso accade in Lombardia: come consigliere regionale vedo una crescita esponenziale del tennis amatoriale, con nuovi iscritti e tornei entry level pieni». E poi c’è l’effetto imitazione. «I bambini vogliono la racchetta Head, e anche il manicotto al braccio di Sinner». Secondo Paris, il tennis italiano ha ancora margini enormi: «Abbiamo una decina di atleti tra i primi 100 al mondo. Il livello medio anche nel bresciano è buono. Serve uno scatto in avanti, una visione comune per far crescere i talenti. Ma siamo messi bene».

Anche Emidio Rossi – una vita passata con la racchetta in mano e il tennis nella testa – conferma il clima. «In questi giorni sono a Bovegno a seminare tennis, come negli anni ’80, e il campo si è riempito di bambini. Sinner ha creato una emozione collettiva a livello nazionale, ed è diventato così l’atleta per eccellenza dello sport italiano». «Per noi tecnici è uno stimolo. I bambini di oggi hanno meno motivazioni motorie, ma Sinner può restituire la gioia del gioco. E anche i genitori si stanno avvicinando: vogliono lezioni, racchette, partecipare. L’interesse è ai massimi storici».

E guarda già avanti, Rossi: «Nel 2030 il tennis sarà un gioco sempre più fondato sul servizio. Su palla ferma ci saranno 3 o 4 doppi falli ma 40-50 ace a partita. Questa è l’eredità di Sinner e Alcaraz. I ragazzi devono capire che il futuro sarà fatto di potenza, precisione e coraggio sulla palla ferma». Poi aggiunge: «E con l’entusiasmo che Sinner sta generando anche qui a Brescia, abbiamo l’occasione giusta per preparare una nuova generazione pronta a raccogliere la sfida»

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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