Sci, Rossetti oltre l’infortunio: «Penso già alle Olimpiadi del 2030»

La slalomista progetta il rientro dopo la rottura del crociato: «Milano-Cortina era un’occasione unica, gli infortuni sono in conto»
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Marta Rossetti - © www.giornaledibrescia.it
Marta Rossetti - © www.giornaledibrescia.it

«Le Olimpiadi in casa? Pazienza, ne farò a meno e penso a quelle successive del 2030». Non si può dire che Marta Rossetti abbia perso spirito e voglia di combattere anche contro il destino avverso.

Subito a lavoro

All’indomani del grave infortunio al ginocchio destro che le ha fatto terminare la stagione di Milano-Cortina ancor prima di cominciarla, la sciatrice gardesana era già in una piscina cittadina a fare del lavoro per tenere in movimento le gambe e non perdere tono muscolare.

«Non so nemmeno io cosa è successo in Val Senales – dice Rossetti – perché non ho ancora visto il video dell’allenamento. Forse una spigolata, sono rimbalzata sulla gamba destra e il ginocchio ha ceduto. Colpa dei materiali rischiosi? Purtroppo sì, sappiamo che è così. Non stavo nemmeno facendo una seduta estrema, avevo fatto allenamenti più tosti nei giorni precedenti. Purtroppo c’è stata un po’ di sfortuna».

Rossetti racconta anche di come la giornata di mercoledì sia stata un sali e scendi di agitazione, paure, speranze e amara realtà. «Ho capito all’istante cosa era successo – racconta la ventiseienne poliziotta – perché è qualcosa che ho già vissuto. Infatti mi sono subito agitata perché capivo cosa era successo. La speranza è sempre l’ultima a morire, sul pulmino nel ritorno verso Brescia vedevo che distendevo la gamba destra e mi dicevo che magari era solo il menisco, avrei perso solo mezza stagione. Quando c’è stato l’esisto della risonanza e si è parlato subito di crociato non mi sono nemmeno più di tanto disperata, ero già preparata al peggio anche se per strada una piccola speranza l’avevo coltivata».

Progetti

Anche perché appunto questa è la Coppa del Mondo che porta alle Olimpiadi di Milano-Cortina. «Ormai è andta così, pazienza. Farò le prossime (nel 2030, sulle Alpi Francesi; ndr). Questi infortuni capitano nella carriera degli sciatori, per me è il secondo e quindi sono nella norma. Certo, mi dispiace particolarmente perché avevo rimesso insieme tutti i pezzi, stavo bene fisicamente e sugli sci. Ma la realtà è così, gli stop vanno messi in conto per chi fa il nostro sport e per me erano passati quasi cinque anni da quello precedente».

Nel gennaio 2021 Rossetti si era rotta il crociato, ma del ginocchio sinistro. Questa volta è il destro con anche l’interessamento del menisco mediale. Martedì andrà sotto i ferri al Città di Brescia, ad eseguire l’operazione sarà il dottor Giacomo Stefani, specialista nel campo che già nel primo caso aveva risistemato il ginocchio della slalomista di Raffa di Puegnago.

Recupero

«Posso ipotizzare che i tempi di recupero siano simili – confida Rossetti – intorno ai 6-7 mesi. Di certo, come già successo nel 2021, potrò essere pronta per la nuova stagione. Magari questa volta me la prendo con più calma, sperando che tutto vada liscio. Essendoci già passata, sicuramente so cosa posso fare meglio rispetto all’altra volta».

Insomma, lo sguardo è subito proiettato al futuro. Magari Rossetti a Milano-Cortina ci andrà comunque da spettatrice? «Quello non lo so, sinceramente non ci ho proprio pensato. Non so che effetto farebbe». Lo scopriremo, intanto la sua rincorsa è iniziata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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