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Scherma Sebino in pedana grida «touché» alla pandemia

Il club è nato all’inizio della seconda ondata Covid. «Non abbiamo mai mollato. Ora siamo premiati dai numeri»
Per la Scherma Sebino fondamentale far crescere i giovani - © www.giornaledibrescia.it
Per la Scherma Sebino fondamentale far crescere i giovani - © www.giornaledibrescia.it
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La vita può tornare a sorridere anche in condizioni estreme, come dimostrato dalla Scherma Sebino, capace di fiorire in piena pandemia un mese dopo la sua nascita. Era il settembre 2020 quando tutti credemmo che la lotta al Covid fosse vinta, caddero le prime limitazioni e cinque amici decisero di realizzare il sogno di divulgare il fioretto in Franciacorta, dove i pochi appassionati della zona erano da sempre costretti ad affiliarsi ad altri club della provincia. Già a ottobre, però, tornammo in emergenza con l’aumento esponenziale dei casi, e arrivarono zone rosse e coprifuoco. Logica avrebbe voluto che il progetto venisse quantomeno rinviato. La passione ha vinto su tutto.

Allenamenti all'aperto

«Una cosa da pazzi, lo riconosciamo anche noi - sorride Piercarlo Bertani, tra i fondatori del sodalizio -, ma non ce la sentivamo di rimandare a casa ragazzi già tanto provati dal lockdown della primavera precedente. E allora siamo andati avanti comunque, secondo quanto veniva permesso dalle regole di allora». Ingressi vietati nei palazzetti, allenamenti solo all’aperto con tute invernali e piumini per difendersi dal freddo quando è arrivato l’inverno. Oltre alla mascherina che si usa per proteggersi dai colpi, pure quella anti Covid e, per i principianti, una personalizzata in plastica.

Sotto il tendone: gli allenamenti al tempo del Covid
Sotto il tendone: gli allenamenti al tempo del Covid

E appena è stato possibile rientrare nella palestra di Passirano - con l’obbligo del distanziamento sociale - il direttore tecnico Jacopo Inverardi si è inventato la ripartizione degli spazi per quadranti, riscaldamento sul posto, allenamenti individuali di tecnica.

Perseveranza

«Non abbiamo mai mollato - ricorda oggi - nonostante l’impossibilità di partecipare alle gare. Senza competizioni, il processo di apprendimento per chi comincia è molto più lento». E quando un po’ alla volta si sono allentati i divieti, i primi tornei sono stati comunque disputati a porte chiuse. E così solo quest’anno i genitori hanno finalmente potuto vedere all’opera i loro figli: la scherma gliela raccontavano a casa, dopo gli allenamenti o le prime gare. Ora i papà e le mamme, trascinati dall’entusiasmo dell’ambiente, sono diventati anche collaboratori del club. Accompagnano i ragazzi nelle trasferte e sostengono la Scherma Sebino in tutte le iniziative.

«La nostra soddisfazione - sottolinea il presidente Gaetano Soncini - è di aver condotto l’attività nel rispetto dei protocolli pur in piena emergenza, senza esporre i nostri tesserati a rischi». Intanto il sodalizio ha allargato la sua zona di interesse anche nell’alta Valcamonica, con l’apertura della sezione di Costa Volpino. Prossimo obiettivo, avere una casa propria. È già stata individuata una possibile sede in cui convogliare a tempo pieno tutta l’attività. Mentre altrove l’era Covid ha spazzato via società e allontanato ragazzi dall’attività sportiva e sponsor, la Sebino Scherma ha realizzato il miracolo di veder quasi raddoppiati i tesserati.

Una calamita per i finanziatori

Una seduta degli atleti della Scherma Sebino - © www.giornaledibrescia.it
Una seduta degli atleti della Scherma Sebino - © www.giornaledibrescia.it

«All’inizio eravamo una ventina - ricorda Soncini -. Qualcuno si è inevitabilmente perso per strada, ma ora possiamo contare su un gruppo di 44 atleti. Per incentivare le famiglie abbiamo abbassato le quote di iscrizione. Una scelta che ha pagato». E la serietà del progetto ha attirato finanziatori. In palestra sono accolti tutti, dai bambini di 3 anni a Master di mezza età. Costante la presenza sul territorio per attirare nuovi adepti. E proprio da pochi giorni la società è entrata nel mondo della scuola, grazie a un’iniziativa promossa dalla Federazione. Il primo istituto della regione ad aderire è stato il Comprensivo 1 di Darfo Boario Terme. Gli studenti della zona hanno già  incontrato gli istruttori della Scherma Sebino.

«Il nostro sport - conclude Soncini - ha un’alta funzione educativa. Obbliga a prendersi responsabilità in pedana, perché se ci si difende e basta non si vincerà mai un incontro e, al tempo stesso, castiga chi attacca senza prudenza, esponendosi alla punizione dell’avversario». Un difficile equilibrio da raggiungere, in pedana, come nella vita. Come in ogni sport di squadra, la scherma insegna che non si vince mai da soli: non a caso il motto «uno per tutti e tutti per uno» è stato coniato dai Moschettieri...

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