Quaranta anni fa a Brescia lo sciopero che fermò il Giro d'Italia

Quaranta anni dopo, il ricordo dell’unica falsa partenza del Giro d’Italia (che nel Bresciano tornerà il prossimo 23 maggio) è ancora vivo nella memoria di tutti gli sportivi, non solo bresciani. Ma riguarda la nostra città.
Era tutto pronto, quel 12 maggio 1983. Brescia era rosa ed il giovane aspirante cronista, con l’amico aspirante cameraman, aveva deciso di attendere i ciclisti sulla salita del Castello. L’emozione era tanta, per quell’edizione del Giro d’Italia (la numero 66) che nelle previsioni sarebbe dovuta scattare quel giorno con una breve cronometro individuale che aveva piazza Loggia come punto di arrivo e di partenza e la salita del Cidneo come momento tecnicamente rilevante. Ma quelle rampe i ciclisti non le percorsero mai.
Il fatto
Una manifestazione della Federazione lavoratori metalmeccani, la Flm, che univa gli iscritti ai tre sindacati di categoria confederati, bloccò tutto ed a nulla valsero i tentativi di mediazione operati da Bruno Boni (all’epoca presidente della Provincia), da Vincenzo Torriani, il patron della corsa rosa, e da alcuni corridori, Francesco Moser in prima fila. Nulla da fare, con le proteste dei lavoratori a bloccare la festa rosa di una città che fino al 1991 non visse più l’emozione di essere sede di tappa, quasi messa al bando da ogni tracciato perché quella macchia nera su una giornata rosa era ancora fresca secondo molti sarebbe risultata indelebile.
Quaranta anni dopo resta la memoria della falsa partenza. Quella sì, indelebile, mentre lo scorrere degli anni ha contribuito a schiarire la macchia. Tanto che dieci anni fa (il 26 maggio 2013) Vincenzo Nibali proprio nella nostra città fu proclamato vincitore del Giro d’Italia numero 96.
Bresciani in evidenza
Una sorta di catarsi di una città che al ciclismo ha sempre dato tanto. Soprattutto in termini di atleti, ma pure di apprezzati dirigenti. Dalla partenza (mancata) ad un arrivo del Giro, nel corso degli anni alcuni traguardi di tappa, trenta anni per provare a far passare in secondo piano quella falsa partenza di una corsa che il giorno dopo lasciò la nostra città con una cronometro a squadre fino a Mantova. Il giorno dopo, a Comacchio, prima volata di gruppo e successo di un bresciano, Guido Bontempi. Già, perché - ironia della sorte - il Giro della falsa partenza bresciana fu invece caratterizzato dai nostri ciclisti. Paolo Rosola vinse poi a Fano, la prima delle sue tre trappe, Bontempi face il bis a Terracina e Roberto Visentini si aggiudicò la crono conclusiva e finì secondo dietro a Saronni, ma primo senza abbuoni.
Risultati di alto livello, quasi a voler subito far dimenticare che, purtroppo, il giro da Brescia non era mai partito veramente...
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