Mancano tre giorni alle Olimpiadi di Parigi e Brescia sogna altri record

Il top fu ad Anversa 1920 con 5 medaglie, tutte d’oro. L’ultima volta a Tokyo la Leonessa ne conquistò tre, con un Marcell Jacobs memorabile
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Marcell Jacobs riscrisse la storia dell'atletica italiana vincendo i 100 metri e la 4x100 a Tokyo 2020 - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Marcell Jacobs riscrisse la storia dell'atletica italiana vincendo i 100 metri e la 4x100 a Tokyo 2020 - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il primo record olimpico, Brescia, l’ha stabilito ancor prima di partire portando a Parigi ben 13 portacolori in 9 discipline. Ma un altro la nostra provincia spera di scriverlo proprio nella capitale francese, non solo aggiornando il computo totale (32 allori) ma provando ad eguagliare o migliorare un picco che dura da oltre un secolo.

Anversa 1920, numericamente parlando, è stato il top per Brescia con 5 medaglie, tutte d’oro, grazie soprattutto all’Italia della ginnastica che di fatto era la Forza e Costanza (Zampori primo nell’individuale e a squadre con Luigi Contessi e Lorenzo Mangiante). L’altro oro fu nella scherma con Antonio Allocchio nella spada a squadre.

La scherma, come la ginnastica, è stata fucina di medaglie per Brescia, da Attilio Calatroni (argento a Montreal 1976) arrivando fino al nuovo millennio, con il fiorettista Andrea Cassarà capace di vincere due ori a squadre (Atene 2004 e Londra 2012) oltre al bronzo individuale di Atene. Proprio la rassegna greca di 20 anni fa è stata, insieme a quella di Stoccolma 1912 (4 ori, sempre dalla ginnastica a squadre), la seconda più prolifica in termini numerici perché oltre a Cassarà salirono sul podio i calciatori Daniele Bonera e Andrea Pirlo con l’Under 23.

Un gradino sotto, a quota tre medaglie, c’è la precedente Olimpiade. Ma Tokyo 2020 (disputata però tre anni orsono) è quella emozionalmente più elevata, grazie al memorabile bis d’oro di Marcell Jacobs (100 e 4x100, le gare più iconiche dell’atletica) e all’argento senza età della ginnasta Vanessa Ferrari nel corpo libero.

Ora mancano solo tre giorni al via dei Giochi di Parigi e in Francia si spera che Brescia sappia ribadire la propria attitudine al gradino più alto del podio. Perché sarà pure la città del ferro, ma Brescia nel proprio conto olimpico ha l’oro come metallo predominante con 18 medaglie sulle 32 complessive.

Zampori è il re indiscusso con 4 ori e 1 bronzo in tre edizioni distanziate di ben 12 anni causa Prima Guerra mondiale. Ma in almeno due rassegne andarono a podio anche Mancinelli (equitazione) ed Ezio Gamba (judo). Record da aggiornare.

A Parigi, da venerdì. Con quel 13 che già pare un assist della sorte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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