Milano-Cortina: come sarà la cerimonia di chiusura dei Giochi all’Arena

Incanto e bellezza tra danza e musica, tra il classico di Roberto Bolle e la dance ultramoderna di Gabry Ponte, davanti agli occhi della premier Meloni e del presidente della Camera Fontana. L’Arena di Verona si prepara così ad accogliere la cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Milano Cortina (dalle ore 20), prima Olimpiade «diffusa» esaltante per i colori azzurri. Non ci sarà Donald Trump, che non sarà neppure a Milano per la finale di hockey tra Usa e Canada, e nemmeno Sébastien Lecornu, premier della Francia che «erediterà» l’edizione 2030 dei Giochi invernali.
Lo spettacolo
«Beauty in Action» è il titolo dello spettacolo. Stasera l’Anfiteatro Romano si trasformerà nel cuore pulsante dell’evento, che promette di essere molto più di un semplice atto conclusivo: una grande festa collettiva, un racconto dell’Italia attraverso i suoi artisti, una celebrazione capace di unire sport, cultura e spettacolo. A guidare la macchina organizzativa è Filmmaster, il cui Ceo Antonio Abete rivendica la portata dell’appuntamento: «Sarà una serata che vuole raccontare l’Italia con il linguaggio dell’arte e della musica. Una degna conclusione di una grandissima Olimpiade, ma anche un momento di festa incredibile per tutti».
L’obiettivo, spiega, è trasformare la chiusura in un’esperienza memorabile, all’altezza dell’emozione vissuta dagli atleti e dal pubblico nelle settimane di gara. Il cast degli artisti confermati attraversa generi e sensibilità diverse. Ci sarà Benedetta Porcaroli, volto tra i più amati del cinema italiano contemporaneo, accanto a Roberto Bolle, chiamato a firmare una performance annunciata come «unica», pensata appositamente per l’occasione. «Con Roberto stiamo costruendo qualcosa di speciale, fuori dall'ordinario», sottolinea Abete. La musica sarà protagonista con Achille Lauro, Gabry Ponte e i Major Lazer, in un mix capace di parlare a generazioni differenti.
«Abbiamo voluto unire mondi diversi - aggiunge il ceo di Filmmaster - per restituire l’energia e la creatività del nostro Paese. Sarà una narrazione corale, potente, popolare». Al centro della scena ci saranno soprattutto loro, gli atleti: circa 1.400, forse anche di più, che sfileranno e parteciperanno alla festa finale. «Sono i veri protagonisti - conclude Abete -. Questa cerimonia è pensata per salutarli e ringraziarli, insieme al pubblico, con l’abbraccio dell'Italia intera».
Verona farà così le prove generali anche per l’altra grande cerimonia, quella che aprirà le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 il 6 marzo prossimo, alla quale è atteso il Presidente Mattarella.
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