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L’Allianz Stadium fa abbracciare il pallone e Masterchef

Vincenzo Cito
Giovedì scorso la puntata ha fatto tappa a Torino tra scherzi, piatti a tema e il siparietto tra Chiellini e Cannavacciuolo
Gli aspiranti chef sono allo Juventus Stadium per una prova in esterna con un menù a tema bianconero
Gli aspiranti chef sono allo Juventus Stadium per una prova in esterna con un menù a tema bianconero
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Con perfetta scelta di tempo l’ultima puntata di Masterchef – il noto programma di talent in onda su Sky – è stata trasmessa a pochi giorni dal big match di ieri dello Stadium e per la prova esterna i concorrenti sono stati portati in casa Juventus, accompagnati da Antonino Cannavacciuolo, noto tifoso del Napoli.

Il momento più divertente è stato quando Giorgio Chiellini, ex difensore bianconero e della Nazionale oggi director of football strategy della società, ha portato il suo ospite nella sala trofei del Museum e, davanti a tutte quelle coppe, il noto cuoco ha stretto tra le dita il santino di Diego Armando Maradona.

La Juventus ha messo a disposizione addirittura il terreno di gioco della prima squadra per ospitare la prova che consisteva nel cucinare pietanze ispirate ai colori societari, fra le quali meringhe e seppie. Non è facile che le big aprano i loro santuari alla curiosità delle telecamere, e per un programma di cucina tra l’altro.

Basti ricordare la celebre battuta di Gianni Agnelli quando seppe che alla presidenza dell’Inter negli anni ottanta era salito Ernesto Pellegrini, scomparso nel maggio dell’anno scorso, figlio di ortolani, e poi fondatore dell’Organizzazione Mense che oltre alla ristorazione collettiva, si occupò in seguito anche di buoni pasto, distribuzione automatica e welfare aziendale. Siccome nel corso della sua attività aveva lavorato anche a Villar Perosa, il numero uno della Fiat e della Juventus commentò divertito. «Ho saputo che un nostro cuoco ha comprato l’Inter». Oggi ne sarebbe inorgoglito, vista la (giusta) celebrità di cui godono i personaggi della cucina.

Va detto che l’iniziativa della Juventus è stata anche un’abile strategia di marketing perché le riprese a lungo hanno indugiato sulle sale del Museum, suscitando la curiosità di chi non c’è ancora stato. Il diorama a carattere storico che rappresenta la panchina di Torino sulla quale a un gruppo di studenti del liceo Massimo D’Azeglio venne in mente di fondare il club l’1 novembre 1897 in effetti merita da solo il prezzo del biglietto.

Il proliferare di programmi dedicati alla cucina, che raggiunse il top durante il Covid quando a casa bisognava arrangiarsi un po’ da soli, è il giusto tributo a un’attività di cui dovremmo andare fieri. Chiunque sia stato all’estero sa quanta differenza ci sia in certi Paesi dove ovunque vai si mangia allo stesso modo e la ricchezza gastronomica dei nostri campanili.

A distanza di pochi chilometri da un posto all’altro mangi (ovunque) benissimo e l’eccellenza della nostra arte è stata premiata in dicembre dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Il Comitato intergovernativo dell’Onu, riunitosi il 10 dicembre scorso a Nuova Delhi, l’ha iscritta tra i beni non tangibili da tutelare.

Alla cena che a Milano ha celebrato il riconoscimento c’era anche il nostro Iginio Massari, che l’anno scorso ha ricevuto il titolo di maestro dell’arte e della pasticceria italiana dal Governo italiano e sarà a Masterchef giovedì.

Ai giovani che amano tanto questo programma, a quelli che scalpitano per parteciparvi e a gli stessi spettatori va però ricordato quanto lunga sia la strada del successo. La gavetta è durissima, richiede anni di sacrifici e a volte troviamo incomprensibile come tanti ragazzi rinuncino facilmente agli studi per tentare questa via convinti forse che sia meno impegnativa. Ogni grande chef che si presenta in tv ha alle spalle una gioventù vissuta tra le quattro mura di una cucina; noi vediamo solo la strada di arrivo, costellata dalla fama e dal successo, ma anche qui (come nello sport e nella vita) tutto va conquistato giorno per giorno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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