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Judo, Alice Bellandi vince l’oro al Grand Slam di Parigi

Mario Nicoliello
In finale la bresciana ha battuto Yelyzaveta Lytvynenko con un waza-ari
Alice Bellandi in azione - Foto International Judo Federation
Alice Bellandi in azione - Foto International Judo Federation
AA

Parigi val bene un successo. Nella capitale transalpina Alice Bellandi sa solo vincere e non perde occasione per dimostrarlo a tutti. Così dopo aver toccato il cielo con un dito ai Giochi olimpici nell’estate del 2024, la ventottenne judoka bresciana trionfa ancora all’ombra della Torre Eiffel, anche in una delle tappe più prestigiose del Grande Slam.

Stavolta cambia il luogo, non l’arena al Campo di Marte, ma il palazzetto di Bercy. Il 2026 comincia nel modo migliore per la campionessa olimpica di judo delle Fiamme Gialle, che marchia subito la sua stagione internazionale con un’affermazione che la conferma in testa al ranking. Il torneo dei 78 chilogrammi sorride all’atleta di via Cremona in un contesto di altissimo livello dominato da cima a fondo.

Nei sedicesimi di finale, inserita nella Pool D, Bellandi ha superato la serba Jovana Stjepanovic al termine di un combattimento serrato, con l’azzurra capace di mettere a segno un waza-ari già nel primo minuto, di far incorrere l’avversaria in una penalità, poi di racimolare due yuko – il punteggio inferiore al waza ari, dapprima eliminato e poi tornato in auge l’anno passato – fino alla presa da ippon che ha quindi chiuso il match.

Il cammino

Nei quarti di finale l’avversaria è la qualificata tedesca Alina Boehm: tutt’altra sostanza rispetto al turno precedente e pertanto Alice più sulla difensiva. Continua ricerca di penalità altrui, con la teutonica che si becca un secondo shido per passività a pochi secondi dallo scadere. Al gong il punteggio è immacolato, così si passa al tempo supplementare, dove Bellandi trova il tema offensivo giusto per racimolare lo yuko che la spedisce in semifinale.

Qui l’avversaria è la padrona di casa, la transalpina Liz Ngelebeiya, che porta dalla sua i favori dei calorosi sostenitori assiepati sugli spalti di Bercy. Bellandi non si fa trascinare nella bolgia, evita la seconda penalità con mestiere, porta a casa uno yuko e poi amministra il vantaggio fino al termine, immobilizzando la rivale.

Il podio di Parigi - Foto International Judo Federation
Il podio di Parigi - Foto International Judo Federation

L’evoluzione del tabellone le consegna in finale un’avversaria non nuova, Yelyzaveta Lytvynenko, che dopo aver difeso per anni i colori della natale ucraina (fu bronzo al Mondiale di Tashkent 2002 e terza anche al Masters 2023 vinto da Bellandi) adesso batte bandiera degli Emirati Arabi Uniti. Tanto rumore per nulla nei primi scambi, con attacchi senza fine, ma sterili. A spostare l’equilibrio è il waza-ari della bresciana, che bloccando l’avversaria conclude la domenica di gloria in riva alla Senna.

Il tatami di Parigi rimane il giardino di casa di Alice, ormai abituata a disegnare splendide e vincenti meraviglie nella Ville Lumiere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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