La seconda maglia tricolore consecutiva sui 60 metri è stata indossata, il responso cronometrico altisonante è invece sfumato. Non si poteva chiedere tutto a Marcell Jacobs, che sotto il tetto di Ancona è tornato a sfrecciare in Italia e non ha avuto bisogno dell’exploit per superare la concorrenza. Il 6’’55 dell’atto conclusivo degli Assoluti è comunque il peggior crono stagionale in una finale per il campione olimpico, che nelle sue precedenti tre uscite all’estero aveva sempre vinto e fatto meglio: 6’’51 a Berlino, 6’’49 a Lodz e 6’’50 a Liévin.
I rivali americani
Col tempo corso in Polonia, fino a sabato Jacobs era il terzo delle liste mondiali stagionali dei 60 piani. Meglio di lui avevano fatto solo il bahamense Terrence Jones (6’’45 il 15 gennaio in Texas) e lo statunitense Micah Williams (6’’48 sempre a metà gennaio, a Spokane). Domenica notte invece ai campionati nazionali a stelle e strisce sono arrivati due tempi più veloci rispetto allo stagionale del bresciano, pertanto scivolato al quinto posto nella lista del 2022: Christian Coleman ha stampato 6’’45, Marvin Bracy 6’’48. Il terzo dei campionati americani, Brandon Carnes si è fermato a 6’’54. Insomma per il cronometro Jacobs non ha rivali nel Vecchio continente (l’anno passato vinse l’Europeo a Torun col record italiano a 6’’47), ma nel confronto a distanza con gli americani per il momento ha la peggio.



