Jacobs, il re senza corona da Parigi esce più forte

Le medaglie non sono arrivate, le emozioni invece si sono materializzate. Quinto nei 100, quarto nella 4x100, l’uomo dei sogni ha risposto presente pur rimanendo senza corone sulla testa.
Dichiarazione social. «Negli ultimi tre anni abbiamo raggiunto traguardi straordinari, dimostrando il nostro valore e la costante crescita del nostro team. In staffetta, purtroppo, non è andata come speravamo», ha postato sui social newtwork ieri pomeriggio il gardesano, dopo aver meditato a lungo sul significato del quarto posto con i colleghi Melluzzo, Patta e Tortu.
Jacobs esce dal villaggio parigino più forte rispetto a quando era entrato, perché ha dimostrato di potersi meritare il palcoscenico principale. Tokyo non fu una danza a cinque cerchi isolata, Parigi è stata un degno sequel. Ha lottato, ha dato tutto, si è mostrato sorridente e sereno. Il successo non si misura con le medaglie, ma con l’esempio che si dà agli altri. Il velocista azzurro ha ispirato anche stavolta, con una recita a cui è mancato solo il podio.
Valore
«Con la 4x100 siamo arrivati quarti. Se qualche anno fa ci avessero detto questo sarebbe stato un sogno, ma oggi, dopo tanto lavoro e dedizione, il risultato ci lascia un po’ di amaro in bocca. Tuttavia, non cancella tutto quello che abbiamo costruito insieme. Ci credevo davvero nel podio, ma gli altri sono stati più veloci».
Chiuso un capitolo se ne apre un altro, poiché la stagione non volge ancora al tramonto. Se il desenzanese vorrà cimentarsi fino a settembre, ci potrebbero essere almeno tre uscite sui 100 metri. In ordine cronologico la prima occasione si potrebbe presentare a Chorzow, in Polonia, il 25 agosto. In terra di Slesia, la tappa di Diamond League prevede i 100 metri come specialità opzionale, quindi senza punti nella corsa al diamante. Jacobs al momento ha all’attivo un solo risultato, il terzo posto di Oslo, pertanto per ambire alla finale di Bruxelles (13-14 settembre) dovrebbe raccogliere punti nell’unica tappa con i 100 metri nel programma principale rimasta in calendario: il Golden Gala di Roma del 30 agosto. Gli organizzatori capitolini stanno annunciando a tappe i protagonisti della riunione, ma per il momento nulla è stato detto sui 100 maschili. Essendo però il Golden Gala lo snodo per accedere alla finale, la presenza di Jacobs potrebbe essere stimolata dall’ambita posta.
Obiettivo mai centrato
In caso di qualificazione, Jacobs potrebbe quindi disputare, per la prima volta in carriera, la finale della Diamond League, quest’anno accolta dallo stadio Re Baldovino di Bruxelles a metà settembre. In caso di mancato pass per l’atto conclusivo del circuito maggiore, l’ultima volata della stagione potrebbe disputarsi nel Continental Tour, ossia il circuito secondario. Qui le opzioni sul tavolo potrebbero essere al momento due, o il Memorial Borisa Hanžekovic di Zagabria, categoria Gold, domenica 8 settembre, oppure il Galà dei Castelli di Bellinzona, categoria Silver, lunedì 9 settembre.
L’anno scorso dopo il Mondiale di Budapest le uscite di Jacobs furono due, una in Cina e l’altra proprio a Zagabria. Fu tra l’altro l’ultimo meeting del desenzanese con accanto come guida tecnica Camossi.
«Torneremo più forti, pronti a lavorare sui dettagli e a inseguire ancora i nostri sogni», ha concluso Jacobs nel suo messaggio social. Tre anni fa a Tokyo dopo i due ori fu anche portabandiera azzurro nella cerimonia di chiusura. Stasera il ruolo non gli spetterà, ma per la Freccia del Garda è stata un’Olimpiade positiva.
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