Jacobs è oro sui 100 ma fa autocritica: «Che fatica in finale, mi manca un po’ di brillantezza»

Alla fine è tutta una questione di brillantezza. Il risultato di Savona è buono, il grande tempo è mancato, perciò l’analisi di Marcell Jacobs al termine della doppia fatica è abbastanza critica. «Ho fatto fatica in finale, pensavo di correre meglio rispetto alla batteria e invece mi è mancata un po’ di brillantezza e non avanzavo come al solito», sono le prime parole a caldo dell’allievo di Paolo Camossi, che alla Fontanassa si era allenato già da lunedì.
«Pensavo di averne di più - ha aggiunto il desenzanese - ma mi manca ancora un po’ di lavoro». La stagione è soltanto all’alba, prima del tramonto ci saranno altri capitoli, si spera gloriosi. «Era la mia prima gara dell’anno sui 100 metri, perciò abbiamo tempo per arrivare ai Mondiali, l’obiettivo principale della nostra stagione».
Ovviamente se non ci fosse stata la gastroenterite la situazione sarebbe stata diversa. «Il virus di Nairobi non ci voleva proprio, quella settimana non è stata esattamente la migliore della mia vita. Qui a Savona ho voluto gareggiare perché sapevo di poterlo fare, ero convinto di poter correre meglio tecnicamente, soprattutto nella seconda parte di gara».
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Completata una pagina se ne apre un’altra: «Ora mi aspetta la bellissima gara di Eugene in Diamond League: sarà più difficile del Mondiale, dove gli americani saranno solo tre e non sette come nel meeting del 28 maggio». Dopo la tappa dell’Oregon, in giugno Jacobs correrà i 100 metri al Golden Gala Pietro Mennea di Roma il 9, ai Bislett Games di Oslo il 16 e poi agli Assoluti di Rieti il 25.
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