Il nuovo percorso della Coppa San Geo, provato per voi
La Coppa San Geo cambia percorso: per motivi non imputabili all’organizzazione, la «classicissima» per dilettanti ha eliminato i passaggi previsti per il comune di Salò e introdotto nuove, intriganti, varianti. Il nuovo schema ha costretto tutti a nuove ricognizioni per capire come potrebbe svolgersi la corsa. E così anche noi ci siamo cimentati tra curve e rettilinei che sabato saranno protagonisti.
Le novità
Anziché affrontare i passaggi sulla salita delle Zette di Salò, la competizione vedrà sei tornate su un circuito fra Manerba e San Felice del Benaco, seguite da un anello finale da ripetere per altrettante volte comprendente lo strappo di Cisano. Dopo i primi due giri di 6.4 km fra Calcinato e Ponte San Marco, zona del via, che saranno per lo più una sfilata, si inizierà a fare sul serio nel trasferimento verso il Garda, con la salita e la successiva discesa dal Monte Canale: la picchiata che porta fino a Manerba passando da Polpenazze permette di raggiungere alte velocità e il gruppo potrebbe frammentarsi; un accordo fra corridori di più squadre in grado di portare via una fuga numerosa potrebbe scompigliare le carte e far esplodere la corsa fin da subito.
L’ingresso sul circuito di Manerba stabilizzerà la situazione: i passaggi saranno molto veloci grazie all’assenza di asperità altimetriche di rilievo e di un lungo tratto rettilineo con sede stradale molto ampia, che permetterà al gruppo di organizzare un eventuale inseguimento. Grazie alla salita che dalla località Carmine di San Felice (affrontata anche nella tappa del Giro femminile) porta a Raffa, i sei passaggi potrebbero mietere vittime illustri: a ritmi elevati un minimo cambio di pendenza può fare davvero male.
Il finale
Conclusa questa fase centrale si entrerà nel circuito finale con il «Cisano», uno strappo che, percorso più volte in successione, avvicina la San Geo ad una «classica del Nord». Qui si deciderà la corsa: gli arditi potranno tentare l’attacco negli ultimi due passaggi mentre la selezione naturale spezzerà e decimerà il gruppo, mentre i corridori veloci in grado di non crollare e di rientrare nella discesa verso l’abitato di Portese potranno sperare di giocarsela con uno sprint a ranghi ristretti. Nel circuito finale ci sarà il passaggio per la strada che costeggia il lago nella località «Baia del vento», dove potrebbe soffiare «Brezza» laterale e il gruppo ritrovarsi così imbottigliato data la tortuosità e la sede stradale ridotta, a tutto vantaggio di eventuali attaccanti.
Come ogni classica che si rispetti la San Geo 2022 è aperta a molteplici interpretazioni, dall’attacco nato da una fuga da lontano all'avvicinamento strategico e scacchistico sfruttando il lavoro dei compagni di squadra. In ogni caso è lecito pensare che a giocarsi il gradino più alto del podio arriveranno pochi corridori o addirittura un uomo in solitaria. È la prima corsa dell’anno e nessuno conosce la condizione dei partecipanti: per questo è speciale, perché, sulla carta, chiunque la può vincere. Attenzione infine perché oltre al tracciato di spessore potrebbe giocare qualche brutto tiro il meteo: la pioggia se dovesse arrivare rischierebbe di avere un ruolo importante, come fu nel 2006 con la vittoria del bresciano Roberto Ferrari.
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