I bresciani Gloria e Vittorio portano il mondo olimpico in Italia

Marco Balich, artista che ha curato le cerimonie olimpiche anche di Rio 2016 e Torino 2006, li ha scelti per il loro legame
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

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GLORIA E VITTORIO, BS ALLE OLIMPIADI

Il mondo - e il futuro - è nelle mani dei più piccoli. Idealmente, ieri a Pechino è stato nelle mani di Gloria e Vittorio Folonari, due ragazzini bresciani che hanno avuto l’onore di essere protagonisti della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Pechino. E di spostare, virtualmente, il mondo verso l’edizione di Milano-Cortina del 2026. Un piccolo, grande orgoglio. Un’emozione per due cugini undicenni che sulla neve sognano un futuro a cinque cerchi. Un’esperienza che è nata quasi per caso. A sceglierle è stato infatti Marco Balich, artista che ha curato gli spettacoli per diverse cerimonie olimpiche (Torino 2006, Sochi 2014 e Rio 2016), oltre ad aver ideato l’Albero della vita per l’Expo di Milano 2015.

La scelta

«Questa possibilità - racconta Italo Folonari, papà di Gloria e zio di Vittorio - nasce dalla conoscenza personale di mio fratello Guido con Balich. Gli raccontò che stava cercando due ragazzini per questo spettacolo e mio fratello gli propose appunto Gloria e Vittorio. Hanno effettuato un mese di prove in uno stabile a San Donato Milanese, alla fine sono stati scelti per due motivi: il primo è pratico, ovvero perché essendo molto legati, avrebbero potuto sostenersi a vicenda in una "bolla" con molte ristrettezze e con prove di notte; il secondo è perché sono lombardi e tesserati a livello agonistico per lo Sci club 18 di Cortina e idealmente univano i due luoghi dell’Olimpiade invernale del 2026». I due ragazzini bresciani, compostamente, sono entrati nel «Nido d’Uccello», lo stadio olimpico pechinese, spingendo un mappamondo, dopo che il violinista Giovanni Andrea Zanon e la cantante Malika Ayane avevano interpretato l’inno di Mameli.

Verso Milano-Cortina 2026

Simbolicamente i due giovani hanno dato il loro apporto al futuro del pianeta di domani. Lasciando spazio ad un incontro tra città e natura, come sarà per i Giochi del 2026. Simbologia a parte, per Gloria, Vittorio ed i familiari resta la grande emozione: «È stata un’esperienza che ricorderanno per sempre - dice ancora Italo Folonari -. Sono partiti domenica scorsa con mio fratello Guido, sono stati in una sorta di prigione dorata e in pratica non hanno mai accusato il fuso visto che effettuavano prove dalle 10 di sera alle 2 di notte. L’attesa per loro è stata tranquilla, solo quando mancavano poche ore iniziavano ad emozionarsi. Noi genitori invece abbiamo vissuto tutto il periodo con la preccupazione del Covid: ci siamo chiesti come dovevamo comportarci qualora fossero rimasti bloccati in Cina. Però quando li abbiamo visti in mezzo allo stadio buio ci siamo detti: «Che coraggio». Sono stati bravi, il fatto di fare sport li ha aiutati a gestire l’emozione e hanno vissuto qualcosa che si ricorderanno per tutta la vita. Come sarà l’Olimpiade del 2026 in Italia: tanti del nostro sci club faranno i volontari ed è un’occasione che consiglio a tutti, perché darà l’opportunità di conoscere persone da tutto il mondo».

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