Da Vanessa Ferrari ad Angela Andreoli: a Parigi un passaggio epocale

Mancavano pochi minuti allo scoccare della mezzanotte quando le Fate sono state accolte a Casa Italia. Angela Andreoli era ancora una volta in testa al gruppo, come già avvenuto a Bercy sia in sede di presentazione delle finaliste, sia nel momento della salita sul podio. Anche a Le Pre Catelan, Andreoli è la prima a sfilare sulla passerella e a godersi il video celebrativo montato dallo staff del Coni.
Emozione
Poi prima dei brindisi e della festa, un piccolo spazio per le interviste, durante il quale alla ginnasta di San Polo viene chiesto se è piacevole essere definita una Fata («Direi di sì, anche perché io e Manila siamo entrate successivamente nel gruppo e quindi ci siamo prese la definizione che le altre avevano conquistato in precedenza») e cosa abbia pensato quando sul tabellone è uscito il risultato finale: «Non ci volevo credere, ma in quel momento ho capito che avevamo combinato qualcosa di pesante. Sinceramente ancora adesso non mi rendo conto fino in fondo di quanto fatto».
Tempo
Ci vorranno dei giorni, forse dei mesi, ma poi finalmente Angelina da San Polo comprenderà di aver conquistato la medaglia d’argento nel concorso generale a squadre. Per una bresciana che lascia, Vanessa Ferrari, ce n’è un’altra che si prende la scena, la diciottenne Andreoli. Un passaggio di consegne avvenuto in maniera naturale, con la nuova arrivata che si è integrata nel gruppo senza strappi.
Già oro europeo a squadre e bronzo al corpo libero a Monaco 2022, e argento a squadre a Antalya 2023, Andreoli si è conquistata il viaggio in Francia per quanto sfoderato nella rassegna continentale di Rimini tra aprile e maggio. A Parigi Andreoli ha colpito per la sua freddezza nei momenti decisivi, in particolare per come ha gestito gli esercizi alla trave e al corpo libero. A tracciare il filo rosso tra Ferrari e Andreoli è Enrico Casella, il dt bresciano della Nazionale che nella notte di gloria ha raccontato quanto sia stata decisiva la presenza di Vanessa nel gruppo.

«A dicembre Ferrari stava benissimo e aveva ripreso sia il doppio avvitamento al volteggio sia l’acrobatica di Tokyo e in palestra li ripeteva in continuazione. A quel punto ho detto alle altre ragazze “Guardate che alla squadra serve un altro avvitamento al volteggio”, e questa è stata la spinta motivazionale fortissima per tutte le ragazze, compresa Angela, che seguendo Vanessa ha studiato da campionessa».
Ferrari ispiratrice nel bene, ma pure nel male: «Quando si è ammalata e ha avuto problemi di salute e muscolari, da cui purtroppo non siamo più venuti fuori, anche in questa fase delicata Ferrari ha continuato a dare una spinta alla squadra. Manila ha imparato a fare il doppio avvitamento perché lo ha visto fare a Vanessa. Elisa ci ha dato dentro al volteggio e non solo alle parallele. Angela ha cominciato a spingere con decisione. Non sbaglio se dico che un pezzo della medaglia di argento è anche di Vanessa Ferrari».
Appartenenza
Dalla maestra all’allieva. Casella spende parole al miele nei confronti di Andreoli. «A differenza delle altre Angela è una cittadina pura. Lei ha sofferto oltremodo il periodo della pandemia ed è stata davvero sfortunata, perché in quel biennio da Junior avrebbe fatto sfracelli e invece si è trovata di fronte il nulla. Non avendo fatta esperienza ha sofferto il passaggio alle Seniores».
Fino a Rimini, quando si è definitivamente sbloccata: «Dagli Europei in casa ci siamo trovati di fronte un’altra atleta e qui alle Olimpiadi ha raccolto tutto. Tra qualificazione e finale è stata eccezionale. Alla trave ha fatto in uscita lo Tsukahara, cosa che fa solo la Biles. In passato in serie A lo aveva sperimentato, poi ha avuto problemi nell’approccio alle gare e si è un po’ ritirata, ma adesso è entrata in una nuova fase», conclude Casella. Con un auspicio per l’avvenire: «Angela può fare tante cose, ha tre anni in meno rispetto alle altre colleghe, il futuro è dalla sua parte».
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