Claudio Orlini, il pioniere del tennistavolo che vuole festeggiare 60 anni con la racchetta

Da quando c’è il Tennistavolo Brescia - fondato nel 1999 - Claudio Orlini, 59 anni, ha saltato una sola stagione, quella per l’interruzione del Covid. Per il resto ha giocato sempre, ricoprendo ogni ruolo, da quello del protagonista negli anni d’oro delle promozioni a quello dell’outsider, facendosi trovare sempre pronto quando ce n’era bisogno. Successe nella stagione 2006-2007, la prima del club in A1, quando la società si affidò ad atleti professionisti per inseguire il traguardo - poi centrato - della salvezza. Un giorno, per l’indisponibilità di Fabio Andreoli, toccò a lui affiancare Wu Nan e Sadan Milicevic nella trasferta di Guspini, in Sardegna, e così debuttò all’età di 44 anni nel massimo campionato – dopo una carriera cominciata negli oratori, quando questo sport si chiamava semplicemente ping pong - e a momenti batteva Giancarlo Carta, dopo un serrato duello, poi perso 3-2.
La storia si è ripetuta quest’anno, perché Claudio – che aveva scelto di chiudere la carriera in D per fare da chioccia ai giovani del vivaio - è stato chiamato come riserva della prima squadra, che ora milita in serie C1. Durante il girone d’andata le presenze sono state sporadiche, e Orlini si è rivelato utile più che altro con i suoi preziosi suggerimenti ai compagni di squadra. Alla prima di ritorno, però, nella trasferta di Verona, contro il Buttapietra, è stato proprio Claudio a scendere in campo per primo contro Oleg Roskach, atleta dal glorioso passato nel campionato bielorusso, superandolo dopo un agguerritissimo tie break terminato 11-9. Sullo slancio, il Tennistavolo Brescia ha poi vinto la partita per 5-2, ponendo le basi per un lusinghiero girone di ritorno che ha portato la squadra – contro ogni pronostico – alle soglie dei play off.
Longevità
Claudio ne ha viste di tutti i colori, dalle partite auto-arbitrate nei tornei minori a quelle con presentazione ufficiale delle squadre in Palasport gremiti. Eppure ha un cruccio. «Ho scoperto questo sport troppo tardi, quando ormai avevo 17 anni. Prima mi ero dedicato al calcio ed ero piuttosto bravino, mi avevano cercato anche alle giovanili della Bettinzoli». A 21 anni già era campione provinciale e nel 1990 gli fu assegnato l’Oscar dello sport come miglior pongista bresciano. «Credo quella sia stata la maggior soddisfazione, perché sfilai sul palco assieme a personaggi come Giorgio Lamberti, Gianni Poli e Gigi Maifredi».

Per il tennistavolo ha anche dovuto affrontare e vincere un simpatico derby in famiglia. «Sono originario di Capriano del Colle, la patria del tamburello, mio suocero è stato uno dei dirigenti più appassionati di questo sport e più volte mi ha spinto a provare. Preferii l’adrenalina delle partite punto a punto, gli sforzi di concentrazione richiesti da una disciplina impietosa, che castiga ogni calo di tensione. E poi nel Tennistavolo Brescia, oltre che una squadra, ho trovato una famiglia». Strettissimi i legami con Francesco De Petra, presidente della società, compagno di squadra da sempre.

Assieme hanno portato la Polisportiva Volta dalla D alla B1, l’Alto Sebino di Pisogne dalla B2 alla A2 prima della scalata col Tennistavolo Brescia dalle serie minori alla A1. «Ci sentivamo un po’ pionieri - ricorda Claudio -, e abbiamo condiviso la soddisfazione di avviare tanti ragazzi a questo sport sull’esempio di Grazioso Nobili, nostro primo allenatore, i cui insegnamenti ci sono tuttora preziosi. Chi arriva per la prima volta in palestra è convinto si tratti solo di un divertimento, le prime batoste fanno subito capire il contrario. Contano la tecnica, l’esperienza e, negli ultimi anni, soprattutto i materiali. Solo se resisti alla frustrazione delle prime sconfitte puoi cominciare un percorso di crescita destinato a portarti in alto».
Per Claudio Orlini il fine corsa è un’ipotesi ancora lontana. «Nonostante gli impegni di lavoro continuo ad allenarmi due volte alla settimana. Per tenermi in forma mi piace anche camminare in montagna. La molla di tutto, ancora oggi, è la voglia di superarsi».
E poi c’è un traguardo vicinissimo da raggiungere, quello del prossimo compleanno: ci sono i 60 anni da festeggiare con la racchetta in mano.
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
