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CBR, l'immutabile fascino della 125

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La Honda CBR 125 R piace già al primo sguardo per la sua completezza e grinta: una ottavo di litro sportiva, con motore a 4 tempi, che permette all'appassionato - magari sedicenne e fresco di patente - di assaporare le gioie di un mezzo grintoso ma anche comodo, sicuro e affidabile. Le 125 di indole sportiva fanno parte della scuola motoristica italiana: negli anni '50, '60 e '70, il 14enne che aveva ormai consumato il cinquantino a due tempi otteneva la tanto agognata patente A per poter guidare le altrettante ambite e sognate 125: Gilera, Moto Morini, Guzzi, Motobi, Benelli e Ducati (e non solo) avevano in catalogo monocilindriche a quattro tempi che facevano sognare i giovani (pur con prestazioni limitate; i 110 km/h erano un'illusione) ma con una robustezza encomiabile.
La 125 quattro tempi perse poi di interesse con l'avvento dei più potenti e semplici motori a due tempi di scuola austriaca e tedesca: le case nazionali ben presto lasciarono il più complesso propulsore a 4 tempi che solo da qualche anno ha però ripreso corpo con alcune proposte italiane (Aprilia, Derbi, Piaggio, ecc.) e con le 125 giapponesi di Honda e Yamaha, gradite al grande pubblico.
La CBR Honda, proposta a 3.430 euro, vanta oggi un monocilindrico raffreddata a liquido, 4 valvole comandate da un singolo albero a cammes in testa e alimentazione con una sofisticata iniezione elettronica; un quadro tecnico semplice per i nostri tempi, ma davvero completo per il quale va anche citato l'efficace controalbero che annulla le vibrazioni tipiche dei motori monocilindrici. Le prestazioni della 125 Honda sono adeguate alle norme del Codice della Strada: gli 11 kw (limite concesso dalla Legge) non possono certo fare miracoli anche se accelerazione e ripresa sono più che buone: i quasi 14 Cv a 10.000 giri sono più che sufficienti per divertirsi anche se, in molti casi, il motore va tenuto su di giri per dare il meglio di sé; i consumi - la Casa dichiara meno di 3 litri ogni 100 km - sono davvero contenuti e il serbatoio da 13 litri permette una grande autonomia.
La ciclistica non è meno raffinata del propulsore in questa accattivante ottavo di litro: in tubi di acciaio il telaio con sospensioni che annoverano una forcella con steli da 31 millimetri di diametro e un monoammortizzatore posteriore ampiamente regolabile; due i freni a disco con l'unità anteriore da 276 millimetri e il disco posteriore da 220 mentre gli pneumatici hanno ora una misura più larga (rispetto alla versione precedente della CBR) ma sempre su cerchi da 17 pollici; la massa di 137 chilogrammi assicura maneggevolezza e facilità di guida su ogni percorso.
Le finiture della Honda CBR 125 R sono più che buone: questa piccola giapponese è costruita in Tailandia (come del resto l'apprezzato scooter PCX della stessa Honda) ma la qualità delle finiture e la cura degli assemblaggi è tipicamente made in Japan a cominciare dalla ricca strumentazione (digitale) che ricorda gli strumenti di controllo delle moto sportive di cubatura più elevata. La CBR 125 R è dunque una moto completa con cui divertirsi in alternativa al forse più comodo uso dello scooter, decisamente di indole motociclista per il purista appassionato delle due ruote.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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