Quando aveva sentito qualcuno affermare che agli Australian Open Sinner avrebbe vinto in tre set contro Medvedev aveva sorriso. «Lo può pensare solo chi non sa come funziona questo sport - afferma Paolo Canè -. Si trattava di una finale Slam. Il russo aveva già giocato partite simili. Per Jannik era la prima volta. L’aspetto emotivo conta moltissimo. Così come pure l’esperienza ha un notevole valore. Immaginarsi una passeggiata o, comunque, una gara dominata per intero era fantatennis».
Canè è stato uno dei principali giocatori della generazione che si è espressa su buoni livelli in campo internazionale tra gli Anni Ottanta e l’inizio dei Novanta (fu 26 al mondo in singolare e 43 in doppio). Talentuoso e imprevedibile, il bolognese oggi 58enne e commentatore Rai ha pochi dubbi: «Ribaltando la partita dallo svantaggio di due set a zero, Sinner ha vinto lo Slam due volte».




